Operai, braccianti, rider: la corsa delle Regioni a tutelare i lavoratori dal caldo estremo (di maggio)
In Toscana i divieti riguardano anche il florovivaismo e le cave. A Roma obbligo di pause all’ombra, in Lombardia confronto tra Sala e Fontana. Dai sindacati richiesti interventi anche per la scuola. Così le temperature di questi giorni stanno travolgendo anche il nostro Paese

Cantieri, campi agricoli, ma pure aule scolastiche e campi da tennis: il caldo estremo, anche se siamo solo a maggio, non fa distinzioni. Sui campi in terra rossa del Roland Garros, Jannik Sinner crolla tra disidratazione, nausea, un fisico svuotato sotto un sole che non dovrebbe essere ancora così feroce. Stessa ora, stessa giornata: in Toscana il governatore Eugenio Giani firma un'ordinanza che vieta il lavoro all'aperto tra le 12:30 e le 16 nei giorni ad alto rischio termico. L'anno scorso lo stesso provvedimento era arrivato il 25 giugno, un mese più tardi.
L'ondata di calore che ha investito l'Europa non ha niente di normale, eppure gli esperti sottolineano che sarà sempre più frequente. In Francia si usano aggettivi come «eccezionale», «storico», «inedito» per descrivere temperature che appartengono di norma a luglio. La domanda che si pone ovunque non è più “se” intervenire, ma come trasformare le misure emergenziali – sia in tema di lavoro che di altre attività umane come lo sport – in regole stabili e strutturali.
Il fronte delle ordinanze
In Italia le istituzioni rispondono per ora in ordine sparso. La Toscana ha aperto la stagione con quasi un mese d’anticipo sul 2025. Il divieto di Giani riguarda agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e cave, e si attiva nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala rischio “alto” alle ore 12. «Un prolungato stress termico e colpi di calore possono avere esiti anche letali», ha evidenziato il governatore, che sull’anticipo della misura era stato sollecitato anche dai sindacati. A Roma il sindaco Roberto Gualtieri ha mosso passi analoghi, firmando mercoledì un’ordinanza che obbliga i datori di lavoro a garantire pause ombreggiate nei cantieri e nell’agricoltura nella fascia critica. Nei giorni classificati “Livello 3 – Ondata di calore” dal ministero della Salute saranno aperte al pubblico biblioteche, centri anziani e spazi culturali dotati di raffrescamento.
L'Emilia-Romagna è quella che più esplicitamente ragiona in termini strutturali. L’assessore regionale Giovanni Paglia ha annunciato un’ordinanza per il 3 giugno, «con un mese di anticipo rispetto allo scorso anno», che includerà per la prima volta una «proposta innovativa» specifica per i rider, categoria finora rimasta ai margini di queste tutele. Il nodo è delicato: la Regione vuole tutelarli «nella possibilità di non perdere quote di reddito» e nell’obiettivo di «non veder scaricare su di loro i rischi di sanzione». Sul fronte dei cantieri si ragiona invece su un anticipo degli orari mattutini di alcune lavorazioni, concordato con sindacati e associazioni datoriali. «La sicurezza viene prima di qualunque altra cosa – ha sottolineato Paglia – ed è una responsabilità collettiva oltre che dell’impresa». In Sicilia i sindacati chiedono al governatore Renato Schifani di replicare l'ordinanza del luglio 2024 per fermare le attività nei cantieri edili durante le fasce orarie più esposte. A Milano il sindaco Sala ha annunciato un confronto con il governatore Attilio Fontana. «Vediamo come evolve la situazione», ha detto Fontana.
Decessi in aumento
Secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro, ogni anno nel mondo quasi 19mila persone muoiono per esposizione eccessiva al calore durante l'attività lavorativa. Nell’Ue i decessi professionali legati al caldo sono aumentati del 42% dall’inizio del secolo. Un dato che fotografa un fenomeno in crescita, mentre le ondate di calore diventano più precoci e frequenti. Già oltre i 30 gradi centigradi, cresce sensibilmente il rischio di incidenti nei cantieri, nei campi agricoli e nelle attività fisicamente più esposte. Il caldo non risparmia peraltro nemmeno le scuole. La Flc Cgil denuncia che migliaia di edifici scolastici raggiungono e superano le soglie di legge ogni anno, con trenta studenti per classe per sei ore consecutive, in strutture progettate quando le temperature oltre i 30 gradi arrivavano a metà giugno, dopo la fine dell’anno scolastico. «Mentre quasi tutti gli uffici pubblici e privati sono dotati di impianti di climatizzazione, le scuole ne sono prive nella maggioranza dei casi», scrive il sindacato. La richiesta è un piano straordinario di adeguamento climatico degli edifici con risorse dedicate nel prossimo ciclo di bilancio, insieme all’estensione alle aule delle norme sulla tutela della salute nei luoghi di lavoro. «Non si tratta di un lusso – conclude la Cgil scuola –. Si tratta di garantire a studentesse, studenti e insegnanti il diritto di lavorare e studiare in condizioni dignitoseNessuno pensava che questo caldo sarebbe arrivato così presto».
Regole strutturali
Al Roland Garros il caso Sinner non è isolato. Diversi giocatori hanno accusato malori in una settimana con temperature costantemente oltre i 30 gradi, mentre Djokovic taglia corto: «Se il caldo è estremo, bisognerebbe pensare di giocare alla sera». L’Atp ha introdotto per il 2026 nuove norme con pause di raffreddamento, ma gli Slam non le seguono automaticamente perché dipendono dall'Itf. È il segno di un sistema che continua a trattare il caldo estremo come un’eccezione, mentre sta già diventando la nuova normalità. E ogni settore, dal lavoro alla scuola fino allo sport professionistico, si scopre in ritardo rispetto a un cambiamento climatico che corre molto più veloce delle norme pensate per affrontarlo. Con maggio che diventa sempre più il nuovo luglio, chi non si dota di regole strutturali si ritroverà, la prossima estate, a rincorrere di nuovo l'emergenza.
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