Un contratto per il lavoro dignitoso e per il dovuto protagonismo dei lavoratori agricoli

di Antonio Castellucci
Il nuovo Ccnl degli operai agricoli prova a rafforzare tutele, partecipazione e stabilità del lavoro, riconoscendo ai lavoratori un ruolo centrale nella competitività e nella qualità delle filiere.
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May 28, 2026
Un contratto per il lavoro dignitoso e per il dovuto protagonismo dei lavoratori agricoli
Brock Linker and Anna Peterson in seeding mix including mustard acting as a flea beetle trap crop around a canola field at Linker Farms.More: Trap crops are helping to reduce pesticide use and input costs. Judith Basin County, Montana. June 2020.<br/><br/>. Original public domain image from <a href="https://www.flickr.com/photos/160831427@N06/50733719181/" target="_blank" rel="noopener noreferrer nofollow">Flickr</a>
Il settore primario rappresenta uno dei pilastri strategici del Paese, non solo per il valore economico prodotto, ma anche per il ruolo svolto a livello occupazionale, sociale e territoriale. Negli ultimi anni, il settore ha generato un fatturato di circa 700 miliardi di euro, il 15% dell’economia nazionale, confermando la centralità dell’agricoltura, dell’industria alimentare e delle filiere connesse.
È indubbio che lo scenario internazionale, segnato da guerre e tensioni geopolitiche, oltre a configurare una grave escalation in termini di violenze e crisi umanitarie, rappresenti anche un rischio enorme per l’economia globale, con ricadute su interi settori produttivi, in particolare su quello agroalimentare. Non meno pesante è l’impatto della crisi climatica sulle rese produttive, sulla disponibilità idrica e sulla qualità delle produzioni.
Eppure, l’agroalimentare italiano ha dimostrato una significativa capacità di resilienza, rafforzando la propria competitività grazie alla qualità delle produzioni, alla capacità di esportazione e alla crescente innovazione. L’export agroalimentare ha superato i 68,5 miliardi di euro, con una crescita dell’8,7%, allungando le frontiere del Made in Italy sia nei mercati europei che aprendo nuove opportunità in aree extra Ue.
Abbiamo registrato una crescita sia della produzione agricola che del valore aggiunto, sostenuta da fattori produttivi e da un progressivo processo di modernizzazione lungo tutta la filiera. Permangono, tuttavia, criticità che ben conosciamo: riduzione delle aziende agricole, soprattutto di piccole dimensioni, frammentazione produttiva, difficoltà di attrarre nuove competenze, mercato del lavoro poco efficiente, e un mancato ricambio generazionale, trainato in ampia parte solo dai lavoratori migranti.
È in questo scenario che il ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori si è affermato come vero baricentro del settore agricolo. Ed è proprio per valorizzare il loro ruolo, e per superare queste criticità, che abbiamo fortemente voluto che il nuovo Ccnl degli operai agricoli fornisse risposte concrete facendo leva sulla partecipazione dei lavoratori e su una serie di conquiste ricucite con una contrattazione sartoriale sul versante normativo. Pensiamo alle maggiori tutele per i lavoratori avventizi finalizzate alla stabilità occupazionale, oppure alla valorizzazione della contrattazione provinciale e degli enti bilaterali, prevendendo finalmente la possibilità di stipulare convenzioni con le sezioni territoriali della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, incentivando così, a partire dai territori, una piena applicazione della Legge 199/2016 contro il caporalato. Pensiamo poi all’importanza delle maggiori tutele in caso di malattia ed infortunio, all’equiparazione dei trattamenti economici tra festività civili e religiose, all’incremento delle prestazioni dell’Eban, alla tutela amministrativa per i lavoratori immigrati, all’incremento dei permessi straordinari.
Con la firma del nuovo Ccnl, che mette nelle tasche dei braccianti un aumento del 5,1% ed aggiorna diritti e tutele, ancora una volta la contrattazione si è rivelata una leva fondamentale per riconoscere il dovuto protagonismo dei lavoratori dentro una visione ampia volta al bene comune, al lavoro dignitoso, alla sicurezza alimentare, al presidio del territorio: è un messaggio di straordinaria importanza non solo per la categoria e i lavoratori agricoli ma per tutto il Paese, e afferma il valore di un modello di sane relazioni industriali e sindacali che sta molto a cuore alla Fai e alla Cisl, fondato su più partecipazione, solidarietà, senso di responsabilità.
* reggente Fai Cisl

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