L'Europa multa Temu per 200 milioni: «C'è il rischio di prodotti illegali online»

di Gabriele Rosana, Bruxelles
Gli utenti che comprano sulla piattaforma potrebbero imbattersi in giocattoli pericolosi o caricabatterie difettosi, senza controlli adeguati da parte dell'azienda
Google preferred source
May 28, 2026
L'Europa multa Temu per 200 milioni: «C'è il rischio di prodotti illegali online»
ANSA
I circa 130 milioni di utenti che, dappertutto nell’Ue, comprano online su Temu hanno un’alta probabilità di imbattersi in prodotti illegali, da giocattoli per neonati pericolosi a caricabatterie difettosi. E il gigante cinese dell’e-commerce ultra “low cost” che vende di tutto - dall’abbigliamento agli articoli per la casa - non fa abbastanza per identificare i rischi, violando la normativa Ue che impone precise responsabilità alle grandi piattaforme digitali. Per questa ragione, al termine di un filone d’indagine aperto nell’ottobre 2024, la Commissione europea ha inflitto oggi (28 maggio) a Temu una multa da 200 milioni di euro: si tratta della seconda ammenda comminata sinora in base alla legge Ue sui servizi digitali (Dsa), ed anche la più elevata, visto che supera per entità i 120 milioni decisi alla fine del 2025 contro il social network X di Elon Musk. Spiegano dall’esecutivo di Palazzo Berlaymont che, nonostante le interlocuzioni, «l’azienda non è riuscita a identificare, analizzare e valutare con la dovuta diligenza i rischi sistemici legati alla vendita di prodotti illegali sulla propria piattaforma, né i danni conseguenti per i consumatori dell’Ue». Per raccogliere le prove a sostegno della sua inchiesta, oltre al lavoro delle autorità doganali e di vigilanza del mercato nazionali e degli organismi dei consumatori, la Commissione si è basata anche su acquisti effettuati direttamente dai propri ispettori, che si sono finti normali acquirenti nel cosiddetto esercizio di “mistery shopping”. I test hanno mostrato che «una percentuale molto elevata dei caricabatterie acquistati non ha superato i controlli di sicurezza di base», mentre tra i giocattoli per neonati esaminati molti presentavano «rischi per la sicurezza di gravità medio-alta», tra cui pericoli di soffocamento a causa di componenti facilmente staccabili e livelli di sostanze chimiche nocive superiori ai limiti consentiti. Beuc, l’associazione paneuropea dei consumatori, riferisce di 53 casi di non conformità su 81 test effettuati in Francia, Germania e Danimarca.
«Le valutazioni del rischio non sono meri esercizi burocratici, ma rappresentano la pietra angolare delle nostre regole. L’analisi condotta da Temu sottostima pericoli concreti, manca di specificità, non si fonda su prove solide e non offre un quadro completo della situazione», lasciando all’oscuro quanto «alla reale portata dei potenziali danni derivanti dalla vendita di prodotti illegali sulla piattaforma», ha affermato la vicepresidente esecutiva della Commissione Henna Virkkunen, titolare del portafoglio Digitale. Entro fine agosto, Temu - che può ancora fare appello - dovrà presentare una serie di misure correttive per adeguarsi al Dsa, pena ulteriori multe periodiche per la reiterazione della violazione. «Stiamo esaminando la decisione e valutando tutte le opzioni disponibili», ha fatto sapere Temu in una nota, dicendosi in disaccordo con il provvedimento della Commissione, giudicato «sproporzionato» e non in linea «con lo stato attuale dei nostri sistemi».
A Bruxelles sostengono che la sanzione di 200 milioni sia, invece, parametrata «alla natura dell'infrazione, alla sua gravità in termini di utenti dell'Ue interessati e alla sua durata» (l’anno di riferimento è il 2024), ma questa resta comunque molto al di sotto del tetto massimo previsto dal Dsa, che è pari al 6% del fatturato globale annuo dell’azienda. PDD Holdings, il gruppo di cui fa parte Temu, ha registrato nel 2025 ricavi per 53 miliardi di euro: calcolatrice alla mano, l’ammenda da 200 milioni rappresenta, quindi, neppure lo 0,4% del totale. La multa si riferisce soltanto alle insufficienti valutazioni del rischio relative alla presenza di articoli illegali, mentre rimangono aperti gli altri filoni dell’inchiesta del 2024 sulla conformità alle regole digitali dell’Ue, in particolare quanto al design che crea dipendenza e incentiva lo “scrolling” infinito sull’app, e i sistemi di raccomandazione degli acquisti. Temu, che nel mercato Ue è attivo solo dal 2023, non è l’unico colosso dell’e-commerce cinese a prezzi stracciati finito nel mirino di Bruxelles: anche Shein è oggetto di un’indagine, aperta a febbraio, per possibili violazioni del Dsa, dopo lo scoppio del caso delle bambole sessuali con fattezze infantili e delle armi messe in vendita sul sito. Il rinnovato pugno duro finisce per coincidere con un atteso dibattito di orientamento strategico della Commissione, previsto domani (29 maggio), sulle relazioni con Pechino. Alla vigilia dell’appuntamento, in un’intervista con Le Monde il vicepresidente esecutivo con delega all’Industria, Stéphane Séjourné, ha esortato l’Ue a superare le divergenze nazionali e fare fronte comune di fronte all’aggressività commerciale della Repubblica popolare. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire