«Scranno 14, Matteotti»: all’intitolazione
fanno discutere le assenze del centrodestra

Semivuoti alla cerimonia i banchi di maggioranza. Chat antisemite in FdI, Schlein chiede condanna
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May 27, 2026
«Scranno 14, Matteotti»: all’intitolazione
fanno discutere le assenze del centrodestra
Sullo scranno 14 da oggi c'è una targa in memoria del parlamentare socialista Giacomo Matteotti, Roma, 27 maggio 2026. ANSA / US CAMERA DEI DEPUTATI +++ UFFICIO STAMPA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI +++ FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI +++ NPK +++
La destra diserta l’aula nel giorno in cui la Camera commemora Giacomo Matteotti. E non è un bel vedere. Specie all’indomani delle rivelazioni sulle chat antisemite di un gruppo di militanti trentini di FdI. Un combinato disposto che non sfugge alle opposizioni, che ovviamente ne approfittano.
L’istantanea postata dal dem Arturo Scotto durante la cerimonia di Montecitorio è inequivocabile. Le presenze sul lato destro dell’emiciclo si contano su una mano. Un’occasione persa, soprattutto per il partito della premier, spesso accusato di faticare a tagliare i ponti con un passato ingombrante e decisamente più rispettoso nel ricordare Giorgio Almirante, meno di una settimana fa. È vero, ogni gruppo, compresi quelli della maggioranza, incarica un suo uomo di un intervento in ricordo del deputato socialista. E ovviamente non manca l’omaggio del presidente di Montecitorio, il leghista Lorenzo Fontana. Ma questo non basta a proteggere FdI dagli attacchi del centrosinistra. «È stata deposta una targa alla memoria di Matteotti. Dallo scranno 14 denunciò 102 anni fa i crimini del fascismo. Fu ucciso. I banchi della destra di Fratelli d'Italia oggi sono vuoti. Vergogna», è l’accusa di Scotto, alla quale segue poco dopo quella di Luana Zanella, di Avs: «È stato commovente, un atto dovuto al grande socialista. Ma la presenza nei banchi della destra di Fratelli d'Italia è stata scarsina: hanno paura ad omaggiare un antifascista?».
«Non è vero che non eravamo presenti in Aula – è la replica che filtra da FdI –. La sinistra farebbe bene a guardarsi in casa propria viste le poche presenze. Da adesso anche noi inizieremo a guardare le presenze in Aula della sinistra e ci sarà da divertirsi». Mentre il dem Andrea Casu, tra i sospesi per la vicenda dell'occupazione della sala stampa di Montecitorio contro la conferenza di Casapound sulla remigrazione, rivendica: «Squalificato per antifascismo nel giorno in cui la Camera dedica una targa a Giacomo Matteotti».
Il tutto, come detto, mentre divampa la polemica sulle chat trentine dei meloniani. Tutto parte da un selfie con il giornalista David Parenzo, postata su Instagram da Francesco Barone, militante locale dei Fratelli d’Italia. L'immagine viene però rilanciata in una chat di altri attivisti da Cristian Zanetti, esponente della minoranza trentina del partito. «Peggio degli ebrei non so cosa possa esserci», è il commento dello stesso Zanetti, al quale seguono altre infelici considerazioni: «Lecca…lo dei giudei», per esempio.
Il caso smuove anche i big dell’opposizione. La segretaria dem Elly Schlein («Messaggi gravissimi e inquietanti») invoca una presa di distanza della Meloni e il Pd, assieme ad Avs e al M5s, presenta un’interrogazione parlamentare e chiede alla premier di riferire in Aula. FdI però non ci sta e rispedisce le accuse al mittente. La chat «non è di Fratelli d'Italia», scandisce il responsabile organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, «tant'è che nelle conversazioni ci sono insulti anche al nostro partito». Poi però promette che verranno fatte le «dovute verifiche» perché «chi ha scritto quelle frasi non è compatibile con noi». Ma in ogni caso, puntualizza, «non accettiamo in alcun modo lezioni dalla sinistra italiana», che «arriva ad invitare in Parlamento i fiancheggiatori dei terroristi antisemiti di Hamas e non ha proferito parola sugli attacchi e gli episodi di violenza che abbiamo visto acuirsi in questi ultimi mesi contro le comunità ebraiche».

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