Il ritorno della Gamma, ecco come sarà l'ammiraglia italiana di Lancia
Svelate le prime immagini del nuovo crossover fastback lungo 4,67 metri. Ibrida (o elettrica con 740 km di autonomia) sarà costruita a Melfi e debutterà al Salone di Parigi

Lancia prova a tornare davvero grande. E lo fa con la nuova Gamma, modello che segna un passaggio decisivo nel rilancio del marchio torinese: una vettura pensata per l’Europa, disegnata e sviluppata in Italia e prodotta nello stabilimento Stellantis di Melfi, uno dei poli industriali più avanzati del Gruppo. Le prime auto stanno già affrontando i test su strada e il progetto è ormai entrato nella fase finale prima del debutto ufficiale, previsto al Salone di Parigi di ottobre. Gli ordini invece partiranno già dopo l’estate.
La nuova Gamma nasce sulla piattaforma STLA Medium ed è un crossover fastback dalle proporzioni importanti: 4,67 metri di lunghezza, 1,89 di larghezza e 1,66 di altezza. Numeri che raccontano un’auto destinata al segmento alto del mercato, ma senza rinunciare a una certa leggerezza stilistica. Le linee sono pulite, morbide, quasi scolpite più per sottrazione che per aggiunta. Lo stile riprende alcuni temi già visti sulla nuova Ypsilon, evolvendoli però in modo più maturo e personale.
Il frontale è dominato dal nuovo “calice” luminoso ispirato alla concept Pu+Ra HPE: una sottile fascia luminosa attraversa il cofano e si innesta nello stelo verticale centrale. Curiosamente sparisce il logo tradizionale, sostituito dal lettering Lancia alla base del cofano. I fari principali sono collocati più in basso, sopra le prese verticali del paraurti, mentre la bocca anteriore integra prese d’aria attive per ottimizzare raffreddamento ed efficienza aerodinamica. Anche il posteriore è fortemente caratterizzato: il lunotto molto inclinato termina in una coda verticale con gruppi ottici che riprendono il motivo a calice del frontale. La fiancata resta sinuosa e pulita, con maniglie anteriori a scomparsa e posteriori integrate nel montante. Un design elegante, quasi minimalista, lontano dagli eccessi di molti Suv contemporanei.
Dentro, la Gamma continua il dialogo con il mondo dell’arredamento inaugurato dalla Ypsilon. L’abitacolo punta su materiali morbidi, pelle diffusa e una ricerca estetica che richiama il design italiano degli anni Settanta. La plancia è sottile e lineare: davanti al guidatore c’è il quadro strumenti digitale da 12,5 pollici, affiancato dal grande display widescreen da 16 pollici dell’infotainment. Una parte dello schermo ospita Sala 2.0, il sistema che controlla climatizzazione, illuminazione e audio di bordo.
Non mancano dettagli rétro reinterpretati in chiave moderna, come il pannello traslucido retroilluminato davanti al passeggero o l’inserto in pelle sulla razza centrale del volante. Sotto le bocchette centrali restano alcuni comandi fisici, mentre il caratteristico “tavolino” semicircolare integra la ricarica wireless per smartphone.
La gamma motori sarà molto ampia. Accanto all’ibrida a benzina da 145 cavalli — probabilmente la versione più richiesta — con autonomia dichiarata superiore ai mille chilometri, arriveranno tre varianti elettriche. Si partirà da una trazione anteriore da 230 CV con oltre 540 km di autonomia, fino alla Long Range da 245 CV capace di superare i 740 km. In arrivo anche una versione integrale AWD da 375 CV con autonomia fino a 675 km.
L’obiettivo di Lancia è chiaro: tornare nel segmento premium con un’auto dal forte carattere italiano, distinguendosi non solo per stile ma anche per comfort e comportamento stradale. Per questo la Gamma avrà una taratura specifica di assetto e sospensioni, diversa da quella delle “cugine” francesi e americane con cui condivide la base tecnica. Una scelta che racconta bene l’ambizione del progetto: non limitarsi a cambiare stemma, ma ritrovare una vera identità.
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