Così a Parigi la terra che scotta ha spento Sinner, il campione “biorobot”
di Davide Re
Il drammatico ko di Jannik riapre il dibattito sui limiti fisici e la salute degli atleti. I medici: il tennis è diventato una prova di sopravvivenza climatica

Per battere Jannik Sinner, oggi, non basta quasi più il tennis. Serve qualcos’altro. Un allineamento raro. Una giornata storta. Un corpo che improvvisamente tradisce la macchina quasi perfetta costruita in questi due anni. Oppure, come accaduto oggi sul Philippe Chatrier del Roland Garros 2026, un caldo feroce capace di trasformare una partita già chiusa in un collasso fisico e mentale. Perché, fino a quel momento, contro l’argentino Juan Manuel Cerúndolo, sembrava il solito Sinner. Dominante. Lucido. Persino crudele nella continuità. Due set a zero, 5-1 nel terzo, partita virtualmente archiviata. Poi qualcosa si è rotto. Non tecnicamente: fisicamente. Il numero uno del mondo ha iniziato a barcollare tra nausea, giramenti di testa, crampi, difficoltà respiratorie. Una scena tremenda. Secondo diverse ricostruzioni avrebbe persino detto al suo angolo: «Devo vomitare».
Da lì il match è girato completamente. Sinner è rientrato negli spogliatoi per controlli medici e misurazione della pressione, ma quando è tornato in campo non era più lui. Cerúndolo ha semplicemente avuto il merito di restare vivo abbastanza a lungo da vedere il gigante incrinarsi. E nel tennis contemporaneo questa è già una qualità non da poco: credere ancora nella salvezza ad un passo dal baratro. Un fatto, la vittoria dell’argentino, che ora riapre i giochi un po’ per tutti: dai rappresentanti della Gen Z come Zverev ai nuovi emergenti, tipo gli italiani Cobolli e Musetti, senza dimenticare Djokovic.
La sconfitta interrompe una striscia di trenta vittorie consecutive e soprattutto lascia una sensazione nuova: questo Roland Garros sembrava davvero il torneo di Sinner. Con Carlos Alcaraz fermo per infortunio, il numero uno italiano appariva superiore a tutti sulla terra parigina. Tanto che, paradossalmente, per eliminarlo è servito quasi un evento atmosferico. E qui si apre il tema vero. Perché in molti, dopo il malore dell’azzurro, si sono chiesti: perché il match non è stato sospeso? La risposta sta nelle nuove norme ATP introdotte proprio dal 2026 e basate sul parametro Wbgt, il Wet Bulb Globe Temperature, indice che misura non soltanto la temperatura ma anche umidità, irraggiamento solare e ventilazione. Secondo il protocollo, se il Wbgt supera i 30,1 gradi può essere richiesto un cooling break di dieci minuti; oltre i 32,2 gradi, e se tale soglia persiste per almeno quindici minuti, il supervisor può sospendere il gioco su tutti i campi outdoor. A Parigi si è giocato attorno ai 32-34 gradi percepiti, ma evidentemente non sono stati raggiunti stabilmente i parametri previsti dal regolamento per fermare il torneo. E infatti il Roland Garros non ha mai interrotto ufficialmente il programma. Questo non significa che le condizioni non fossero estreme. Anzi. La BBC ha raccontato giocatori costretti a usare ghiaccio continuo durante i cambi campo e raccattapalle vicini allo svenimento. La Società Italiana di Medicina Ambientale ha parlato apertamente di rischio sanitario elevato: disidratazione, squilibri elettrolitici, crampi, sincope, colpo di calore, danni renali, calo cognitivo. Del resto il tennis moderno vive sempre più spesso dentro queste condizioni limite. Negli anni recenti si sono sentiti male Daniil Medvedev a Tokyo e agli US Open, Holger Rune a Shanghai, Jack Draper a New York fino quasi al collasso, mentre persino Novak Djokovic e Rafael Nadal in passato hanno accusato problemi legati al caldo estremo negli Slam estivi. Il tennis contemporaneo è diventato uno sport di resistenza climatica oltre che tecnica. E in realtà anche per Sinner non è la prima volta. Negli ultimi anni l’azzurro ha già avuto episodi simili tra crampi, vertigini e problemi fisici legati a caldo e calendario congestionato. Era successo a Cincinnati, in tornei estivi americani, e persino in alcuni passaggi complicati della stagione sulla terra. La differenza è che stavolta il cedimento è arrivato nel momento più inatteso: quando il match era praticamente finito. Forse anche per questo la reazione del mondo del tennis è stata meno feroce del previsto. Persino il presidente Fitp Angelo Binaghi ha insistito soprattutto sul comportamento del giocatore, ringraziandolo per essere rimasto in campo «con rispetto per il torneo, il pubblico e l’avversario». Oltre Sinner l’elenco delle giocatrici e dei giocatori andati in crisi per il caldo a questo Roland Garros è lungo e fa riflettere: Emma Raducanu, l’allenatore di Elena Rybakina, Arthur Géa, Alejandro Davidovich Fokina, Casper Ruud, Jakub Menšík.
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