Inevitabile e spiazzante: la Ferrari Luce è un pugno allo stomaco
Finalmente svelata la prima 100% elettrica della storia del marchio di Maranello. Forme (e prezzo) incredibili, ma l'obiettivo era proprio stupire e far parlare di sè

Spiazzante fuori, perchè a vederla tutto sembra tranne che una Ferrari. Inevitabile sotto il cofano, perchè anche l'ultimo marchio che resisteva alla conversione elettrica (anzi, il penultimo, visto che Lamborghini ancora non l'ha fatto) si è rassegnato ad adeguarsi ai tempi. Di certo la prima 100% a batteria del marchio di Maranello lascia a bocca aperta. Fino a ieri si sapeva il nome, Luce. Ora si conosce tutto. E tra i puristi della Ferrari già divampano critiche e discussioni. Inutili, perchè non è certo questo il modello che cambia la storia del marchio. Con la sua prima elettrica anzi, Ferrari voleva stupire e far parlare di sè. E c'è riuscita perfettamente.
Anche la data scelta per il debutto non è affatto casuale. Il 25 maggio 1947 Enzo Ferrari conquistava alle Terme di Caracalla la sua prima, storica vittoria. Settantanove anni dopo, nella spettacolare cornice della Vela di Calatrava a Roma, Maranello ha scelto lo stesso giorno per svelare l'auto più divisiva della sua storia. E il fatto che sia una vettura a zero emissioni è quasi passato in secondo piano; a far discutere sono soprattutto le sue forme da berlina fantascientifica. La Luce non è la classica supercar, e il motivo risiede nella sua genesi. Il design è stato curato a San Francisco da LoveFrom, il collettivo di ex designer Apple guidato da Jony Ive (la mente dietro iPhone e iPad). L'obiettivo affidato da Maranello non era disegnare una carrozzeria attorno a un motore, ma reinventare l'automobile in quanto Ferrari elettrica.
Senza l'ingombro del motore termico e dei tradizionali organi meccanici, le forme sono state modellate esclusivamente in funzione della fluidodinamica e dello spazio. Il risultato è una silhouette particolare divisa in due elementi: una glass house (una conchiglia di vetro che racchiude l'abitacolo) e una fascia esterna che definisce la linea di cintura. Il frontale è proiettato in avanti con un allineamento millimetrico tra parabrezza e muso, mentre i tergicristalli sono stati spostati in verticale ai lati per non disturbare i flussi. Il retrotreno, pensato per tagliare l'aria in modo efficiente, si chiude con un'ala a coda tronca che appesantisce la linea nei tre quarti posteriori. Anche la reinterpretazione dei fari circolari, nascosti dietro il fascione, non convince appieno, evocando stilemi vicini alle sportive giapponesi. Enormi i cerchi (23” davanti, 24” dietro), con un disegno a turbina che migliora l'efficienza aerodinamica del 5%.

Se l'esterno divide, l'abitacolo unisce. All'interno lo spazio è da ammiraglia: cinque posti veri e un bagagliaio da ben 597 litri, resi possibili dall'assenza della trasmissione meccanica e dalla batteria integrata nel pianale. L'ambiente è minimale e materico, dominato da geometrie semplici pensate per il massimo comfort. Dal punto di vista tecnico, la Luce eroga oltre 1.000 CV grazie a quattro motori elettrici. La vera innovazione risiede nella gestione delle due unità posteriori attraverso il sistema di toggling: in modalità Range, per ottimizzare i consumi, i motori lavorano alternativamente (quando uno spinge, l'altro riposa), sfruttando sempre la finestra di massima efficienza energetica.

Le dimensioni sono imponenti: 5.026 mm di lunghezza, quasi 2 metri di larghezza e un passo di 2.961 mm. Il peso in ordine di marcia ferma l'ago della bilancia a 2.260 kg (con una ripartizione 47/53), garantendo comunque un rapporto peso/potenza di 2,16 kg/CV. L'architettura a 800 V sfrutta una batteria strutturale da 122 kWh lordi, ricaricabile fino a 350 kW. L'autonomia dichiarata è di 530 km; un valore non eccezionale in rapporto alla capacità degli accumulatori, condizionato dalla stazza importante del veicolo nonostante un Cx di 0,254. Un'opera d'arte ingegneristica esclusiva, che parte da una base di 550 mila euro, destinati a salire vertiginosamente attingendo al catalogo delle personalizzazioni.
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