Bosch investe su Bari: così il "vecchio" diesel rafforza competenze e occupazione
La multinazionale che ha 5.200 dipendenti in Italia amplia il progetto di ricondizionamento dei sistemi a gasolio per auto nello stabilimento di Modugno puntando sull'economia circolare

Nell'ambito del percorso di trasformazione dello stabilimento di Bari (Tecnologie Diesel SpA) avviato nel 2025 con l'obiettivo di sviluppare un hub europeo dedicato alle attività di remanufacturing di componenti auto destinati al mercato aftermarket, Bosch sta ulteriormente ampliando i programmi per il sito di Modugno. Per effetto della diminuzione della domanda di Common Rail che avevano in quello stabilimento lo storica collocazione centrale - ha spiegato Renato Astaria, general manager di Bosch Italia, durante la conferenza sui risultati 2025 - Bosch ha attuato un programma di trasferimento di attività, di adeguamento degli impianti e di formazione dei collaboratori.
La prima fase del progetto remanufacturing ha comportato il trasferimento a Bari delle attività di rilavorazione delle pompe di iniezione auto diesel dallo stabilimento Bosch di Jihlava, in Repubblica Ceca. Il percorso è stato accompagnato da un programma di preparazione del layout produttivo, trasferimento e installazione dei macchinari, oltre che di trasferimento di nuove competenze ai collaboratori. A partire dal secondo semestre 2026, il perimetro delle attività sarà esteso progressivamente anche agli iniettori per i sistemi diesel Common Rail, ampliando ulteriormente le competenze tecnologiche del sito e "rafforzando il posizionamento di Bari - ha sottolineato Astaria - nell'ambito dell'aftermarket europeo".
Il remanufacturing è uno degli strumenti con cui Bosch contribuisce concretamente alla circular economy. Attraverso processi industriali dedicati, i componenti usati vengono ritirati, selezionati, rigenerati e sottoposti a controlli funzionali e qualitativi, con l'obiettivo di reimmetterli sul mercato garantendo affidabilità, qualità e valore per officine e clienti finali. Il modello permette di ridurre il consumo di materie prime, valorizzare componenti già esistenti e contribuire alla riduzione dell'impatto ambientale lungo il ciclo di vita del prodotto.
Accanto agli aspetti ambientali e di mercato, il progetto di Bari ha un impatto importante sullo sviluppo delle competenze e sulle opportunità di occupazione dei collaboratori. Le attività trasferite richiedono nuove competenze produttive, tecniche e di controllo qualità, che vengono sviluppate attraverso un percorso di formazione dedicato. Per lo stabilimento di Bari "questo significa integrare competenze consolidate con capacità legate a diagnosi, revisione, rilavorazione e processi aftermarket". Il tutto con l'obiettivo di "valorizzare il know-how del sito e creare le condizioni per acquisire nuove attività, anche in ambiti diversi da quelli storicamente presidiati dallo stabilimento di Bari".
Nel 2025 Bosch, azienda leader nelle tecnologie, nell'innovazione e nei servizi - attiva in Italia con 18 società, di cui 3 centri di ricerca, ed un organico di 5.200 collaboratori - ha conseguito nel nostro Paese un fatturato consolidato di 2,3 miliardi di euro, registrando un calo del 4,8% rispetto all'anno precedente. Come è stato sottolineato durante la conferenza sul bilancio, nonostante una fase di forte instabilità globale, caratterizzata da tensioni macroeconomiche e geopolitiche, dal rallentamento dell'economia e da condizioni sfavorevoli in diversi mercati, il Gruppo Bosch in Italia guarda al futuro con lucidità e determinazione. "Siamo impegnati nei campi dell'automazione, digitalizzazione ed elettrificazione in tutti i nostri settori di business - ha dichiarato Renato Lastaria - consolidando la capacità dell'azienda di innovare e creare valore anche in contesti complessi".
Lastaria ha anche ribadito che il 2026 "è iniziato con un cauto ottimismo, nonostante un'economia ancora incerta e una crescita globale che resterà solo moderata. Stiamo investendo, in particolare, nella sostenibilità, adottando una strategia di diversificazione e anche nell'economia circolare". La persistente debolezza del mercato automobilistico, in particolare in Europa, ha impattato nel 2025 sul settore Mobility. Le prospettive sono però positive, perché Bosch, grazie a nuove tecnologie e partnership strategiche, è già in grado di integrare hardware e software in un unico ecosistema intelligente. Con un approccio tecnologicamente neutrale, l'azienda sviluppa soluzioni che spaziano dall'idrogeno ai componenti per motori a combustione interna, dalle fuel cell ai veicoli elettrici. Innovazione, qualità, efficienza e sostenibilità rappresentano i pilastri che guidano questo percorso, con l'obiettivo di contribuire alla mobilità del futuro, sempre più definita dal software.
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