Il caso dei quattro migranti pachistani morti carbonizzati in Calabria

I corpi sono stati trovati ad Amendolara in una stazione di servizio lungo la statale 106 in un'auto in fiamme. È possibile che siano stati uccisi prima a colpi di pistola. Si indaga negli ambienti legati ai braccianti della Piana di Sibari
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June 1, 2026
Il caso dei quattro migranti pachistani morti carbonizzati in Calabria
L'auto carbonizzata ferma nella stazione di carburante all'altezza di Amendolara
È giallo attorno alla morte di quattro apparentemente giovani pachistani lunedì pomeriggio lungo la Statale 106 ionica ad Amendolara, nel Cosentino. I corpi carbonizzati sono stati trovati poco prima delle 15 in un minivan in fiamme nel piazzale d’un distributore di carburante che ha reso ancor più pericoloso il rogo. La statale ionica è rimasta a lungo chiusa al traffico in modo da consentire l’intervento dei vigili del fuoco per spegnere l’incendio e mettere in sicurezza l’area che è pure popolata.
Sono stati proprio i pompieri a scoprire i cadaveri nel corso dell’intervento. Sul posto anche la polizia stradale di Trebisacce e gli agenti della squadra mobile di Cosenza che conducono le indagini coordinate dalla procura di Castrovillari. Sono intervenuti, inoltre, i poliziotti della Scientifica che ha cercato tracce di altre persone. Gli assassini. Perché le immagini riprese da una telecamera della zona mostrano due persone che si allontanano dall’auto poco prima che scoppi il rogo, al quale nessuno dei quattro uomini presenti nell’autovettura prova a sottrarsi. Nemmeno ci tentano: le portiere restano tutte chiuse. Quindi è probabile fossero già morti quando è stato appiccato l’incendio.
La pista più accreditata, quindi, al momento, è l’omicidio. Servirà l’autopsia per chiarire la causa dei decessi. Già l’ispezione cadaverica, intanto, potrebbe confermare se sono stati uccisi a colpi di pistola, riscontrando la presenza dei fori d’ingresso delle pallottole magari nel cranio. Difficile l’identificazione, poiché tutto ciò che era presente nell’abitacolo è stato incenerito dalle fiamme. Durante tutto il pomeriggio investigatori e inquirenti hanno ascoltato alcune persone per provare a dare un nome ai quattro, così come a risalire a dove vivevano e lavorando per tentare d’indirizzare le indagini. I primi accertamenti hanno riguardato proprio gli ambienti dei braccianti che nella Sibaritide sono molto numerosi poiché impegnati stagionalmente nei lavori della ricca filiera agricola presente nella zona. In Calabria come nella vicina Basilicata. Dagli agrumi alle pesche, dalle fragole a molto altro, sono migliaia gli stranieri impegnati nelle raccolte all’interno dei fertili terreni della Piana di Sibari come della Sibaritide, oltre che dei rispettivi entroterra.

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