Minacce a un giovane cronista: ecco che cosa sappiamo

Alcune bottiglie incendiarie sono esplose nella tarda serata di sabato davanti alla casa di Adriano Cappellari, ventenne di Enego. Il ragazzo aveva difeso don Patriciello. In una lettera viene invitato a smettere di scrivere. Solidarietà anche dalla premier Meloni
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June 1, 2026
Minacce a un giovane cronista: ecco che cosa sappiamo
Nella combo, il giovane cronista vicentino Adriano Cappellari e la sua abitazione colpita da almeno una bottiglia incendiaria. Enego (Vicenza). ANSA/TOMMASO QUAGGIO//FACEBOOK/Adriano Cappellari
«Faccio fatica a spiegarmi l’attentato subito, come facevo fatica a novembre scorso, quando ho ricevuto la prima lettera minatoria, a pensare a chi potesse avercela con me. Sono allibito, ma certo non impaurito, andrò avanti a scrivere». Così Adriano Cappellari, 20 anni, di Enego, uno dei Comuni dell’Altopiano di Asiago, cronista di testate locali. Nella tarda serata di sabato una o più bottiglie incendiarie (indagini ancora in corso) sono state fatte esplodere davanti alla sua abitazione. «Ero solo in casa, perché i genitori si trovano per pochi giorni in Svizzera. Ero rientrato da 5 minuti, quando ho sentito il botto. Sono usciti. E così pure i vicini, che mi hanno aiutato a spegnere il fuoco». Nella buca delle lettere, uno scritto minatorio: contro di lui, il parroco di Caivano don Maurizio Patriciello e la presidente del Consiglio, Meloni. La telecamera ha registrato la presenza di un incappucciato che imbucava quella lettera. E che probabilmente portava un’arma, come potrebbero lasciar intendere alcune immagini. «È una lettera simile a quelle che avevo già ricevuto in passato – racconta Adriano -: le solite minacce, inviti a smettere di scrivere e di occuparmi di criminalità organizzata e riferimenti a don Patriciello e alla premier Giorgia Meloni. C’erano anche fotografie di me davanti a casa; segno evidente che questa persona, chiunque sia, mi tiene d’occhio».
Con i soccorsi sono partite anche le indagini. Ieri mattina il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Vicenza ha disposto il rafforzamento delle misure di sicurezza, già attivate precedentemente, nei confronti del giovane giornalista e attorno alla sua abitazione. Un attentato di mafia o camorra? «Mi sento di escluderlo – dice il giovane -. Non tratto articoli di mafia, è più una faccenda locale. Di don Patriciello ho scritto quando è venuto a tenere una conferenza ad Enego. E da allora sono entrato in amicizia con lui». «Adriano è un giovane molto impegnato, nel volontariato – ha detto Marco Frison, sindaco di Enego –, in particolare sul tema della legalità. Quello che gli sta succedendo è inammissibile». La solidarietà a Cappellari è arrivati da Giorgia Meloni, ministri, segretari di partito, Ordine dei giornalisti, il sindacato Fnsi.
«Sono davvero inquietato e non riesco a capire – ammette don Maurizio Patriciello, ragguagliato di quanto gli era successo dallo stesso Cappellari – si stanno interrogando anche le forze dell’ordine di Vicenza, in ogni caso sarò il 4 giugno a Bassano del Grappa per un incontro sulle mafie. Avevo pensato di non andare, invece ci andrò. Ci sarà anche Adriano, è un ragazzo preparato, spero che a Vicenza non si prenda la cosa sottogamba, questo giovane non si può lasciare solo». «Qualche mese fa – racconta ancora don Maurizio - sono stato invitato a un evento contro le mafie ad Enego grazie alla mia amicizia con il parroco locale. Lì vive Adriano, lo conosco, rimaniamo in contatto, lui scrive del nostro incontro. A febbraio, tra le lettere dirette alla mia parrocchia vedo questa anonima dove sono cerchiato dall’inchiostro rosso è una condanna a morte per me, per Adriano e per Giorgia Meloni. Mi sono preoccupato per lui, gli ho telefonato subito, lui mi ha detto in quella circostanza di aver ricevuto una missiva simile quattro mesi prima, che prendeva di mira sempre lui, me e Meloni. Gli dissi di fare attenzione».

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