Ranieri e Ferilli presidi diverse tra un caso vero e mero pretesto
Due fiction “scolastiche” a confronto: La preside (storia vera, scuola come riscatto) vs A testa alta (scuola-sfondo per scandalo/thriller)

Dopo il professore , le presidi, addirittura due in contemporanea: Eugenia Liguori (Luisa Ranieri) e Virginia Terzi (Sabrina Ferilli), protagoniste rispettivamente di La preside, il lunedì su Rai 1, e A testa alta, il mercoledì su Canale 5, a pochi giorni dalla conclusione, appunto, di Un professore su Rai 1, mentre è in corso Il collegio il martedì su Rai 2. Insomma, mai come in questo momento la fiction delle principali reti televisive (compresa quella camuffata da reality) entra nelle aule e negli uffici dei dirigenti scolastici. Però tra le due presidi e le rispettive serie c’è un certa differenza. La preside è liberamente ispirata alla storia vera di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano divenuta simbolo di coraggio e determinazione nella lotta per il riscatto educativo e sociale, è prodotta da Bibi Film di Angelo Barbagallo, Zocotoco di Luca Zingaretti, con la direzione creativa di Riccardo Ciancarelli e la regia di Luca Miniero.
A dare l’idea a Zingaretti e alla moglie Luisa Ranieri di raccontare questa storia è stato un documentario di Domenico Iannacone, che a più riprese nei suoi programmi su Rai 3 si è occupato della preside Carfora. Di fatto è stato lui a farla conoscere in tv. A testa alta, che ha per sottotitolo Il coraggio di una donna, coprodotta da Rti e Banijay Studios Italy, diretta da Giacomo Martelli, racconta della dirigente di un liceo in un borgo sul lago alle porte di Roma, sposata e madre di un figlio adolescente, impegnata in un progetto contro la dipendenza digitale, che viene coinvolta proprio in un caso di revenge porn, la diffusione sui social suo malgrado di immagini che la ritraggono durante un rapporto sessuale in auto con il giovane amante: uno scandalo mediatico dal quale la protagonista faticherà a riprendersi. All’esordio entrambe le serie sono andate alla grande: La preside ha superato i 4 milioni e 800 mila telespettatori; A testa alta non ci è andata lontano superando, sia pure di poco, i 4 milioni.
Nel primo caso, però, il parlare di una preside era ovviamente una scelta obbligata, nel secondo no. La protagonista poteva fare qualsiasi altro lavoro. In A testa alta la scuola e il borgo servono solo per creare un microcosmo all’interno del quale concentrare malignità e maldicenze, accettando il rischio di creare personaggi stereotipizzati: il ragazzo cattivo, la giornalista avvoltoio… Anche il fatto che l’amante della preside sia il prof di ginnastica è un po’ scontato. A reggere la serie, oltre agli intrecci sentimentali, è il mistero dapprima su chi ha fatto il video e poi su chi è il mandante. Diversamente La preside, attraverso l’azione eroica della protagonista, punta sul ruolo della scuola, presidio di legalità, speranza e futuro. Al netto di qualche concessione buonista da una parte e di una forse eccessiva drammatizzazione della situazione di Caivano dall’altra.
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