Fifa e Arena, il futuro azzurro arriva da molto lontano

Il 16enne della Roma che ha debuttato con un gol è nato e cresciuto in Australia. Ora piccoli talenti crescono, anche in Serie A
January 18, 2026
Fifa e Arena, il futuro azzurro arriva da molto lontano
L'attaccante della Roma Antonio Arena, classe 2009, nato e cresciuto a Sydney, festeggia il suo debutto in Coppa Italia con tanto di gol realizzato
Fifa e Arena. E’ nata una stella? Forse sì. Un talento precoce di sicuro. Antonio Arena 16enne attaccante della Roma potrebbe diventare anche un futuro eroe degli smanettoni di Fifa alla playstation, perché al di là del gol segnato al Torino, al suo debutto in Coppa Italia, tutti parlano del “predestinato”. Lo ha fatto per primo Silvio Baldini che l’ha avuto al Pescara (risparmiandogli la panchina ai playoff promozione per rispondere alla convocazione in Nazionale) dove il ragazzino classe 2009 era arrivato da molto lontano, dall’Australia. Storia di un giovane migrante del pallone: Antonio Arena è nato a Sydney, il 10 febbraio 2009, da una famiglia di origine calabrese. I nonni erano di Taurianova (Reggio Calabria) e decisero di emigrare in Australia per cercare fortuna. Sotto gli occhi di papà Antonino e mamma Melissa, Antonio è cresciuto in fretta nella scuola calcio dell'Ucchino Football, il club del paisà Anthony Ucchino, da dove sono venuti di corsa a prenderselo quelli del Sydney Wanderers e lì è iniziata la coda degli osservatori dei club europei per partecipare all’asta. Ma sarà lo stesso Anthony Ucchino, il suo pigmalione a portarlo al Pescara presentandolo così: “Signori, questo è il nuovo Pippo Inzaghi!”. Alla Roma c’hanno creduto e lo hanno preso dal Pescara pagandolo 1 milione di euro. Il ragazzo, che anche secondo noi si farà, è fisicamente più vicino al giovane Bobo Vieri, non solo perché il Bobo nazionale è partito anche lui, a 14 anni, da Sydney per andare a vivere dal nonno al Pisa e iniziare la precocissima scalata al grande calcio, ma lo ricorda anche fisicamente. Arena è alto188 centimetri su una massa muscolare in fase di definizione che fa presagire un futuro da “bomberone”. Il gol, il colpo di testa con cui aveva regalato il momentaneo pareggio alla Roma contro il Toro, è anche quello un segnale importante, un gol alla Bobo Vieri.
Ma senza scomodare ancora i paragoni che non fanno mai bene al calcio, c’è da dire che il plauso per aver creduto nel ragazzo di Sydney va dato a Gian Piero Gasperini. Il Gasp sarà anche costretto a barcamenarsi con la coperta corta della rosa giallorossa, ma non tutti avrebbero osato gettare nella mischia un 16enne che arriva da 5 gol con la Primavera della Roma e dei buoni allenamenti in cui si è visto qualcosa di interessante, ma siamo ancora nell’area di rigore dell’alea pura. Scommessa vinta dal Gasperson che dai tempi del laboratorio permanente di Zingonia (il centro sportivo dell’Atalanta) è abituato agli esperimenti vincenti. Però il Gasp non si scompone e alla sua dirigenza, gli americani Friedkin, che già gongolano per la nuova scoperta australiana da monetizzare, manda a dire serafico: “Dobbiamo capire se vogliamo essere competitivi subito o se continuare a far crescere i giovani, ma entrambe le strade vanno bene". La strada che porta alla valorizzazione della linea verde romanista, in tutta la Serie A è quella ancora meno battuta. Perciò tanto di cappello a chi crede nei talenti in formazione, specie quelli come Arena che stanno già dando segnali importanti anche sul fronte Nazionale: 3 gol segnati nelle poche presenze fatte con gli azzurrini dell’Under 17. Arena entra di diritto nel miniclub dei “craque” internazionali che in Spagna e in Inghilterra sono assai di più che da noi e i mister che sono anche manager del club non hanno problema a far debuttare minorenni allo sbaraglio. In Premier, Max Dowman dell’Arsenal, attuale capolista un anno fa aveva esordito in Champions contro lo Slavia Praga ed era stato il primo 15enne a debuttare nella storia della competizione europea. Ma prima aveva ha stabilito un altro record assoluto disputando la gara di Coppa di Lega che l’Arsenal vinse contro il Brighton. Quello che i tifosi dei Gunners definiscono il “nuovo Kakà” è anche il goleador più giovane nella storia dell’Under 19 inglese con cui è andato in rete nel match contro il Galles. Mister Arteta per il momento lo tiene ai box ma il Max, classe 2009 come Arena, si sta allenando per entrare nella top ten degli assi inglesi. E quando si comincia dai top club la gavetta è di rigore. Nella premiata cantera del Borussia Dortmund cinque anni fa era esploso il camerunense naturalizzato tedesco Youssufa Moukoko, il quale il giorno dopo aver compiuto 16 anni è diventato il più giovane giocatore di sempre in Bundesliga e immediato debutto anche in Champions. Ma la stella dell’Under 21 della Germania, 15 presenze e 13 gol, al termine di un quadriennio di rodaggio a Dortmund è stato mandato in prestito al Nizza e adesso Moukoko gioca nel campionato danese, dove peraltro non sta brillando. Il rovescio della medaglia è sempre dietro l’angolo per il bambino d’oro. Dal talento in rampa di lancio ci si aspetta sempre il massimo e invece il rischio che si perda, alla stessa velocità con cui è esploso, è una variabile che non si può dribblare. Aspettative altissime da sempre accompagnano Lamine Yamal, l’asso del Barcelllona che tutti trattano come il nuovo Messi. A 16 anni era già in pianta stabile nel Barça, e a chi gli chiedeva quali fossero le sue emozioni da esordiente lui con la giusta dose di spalvaderia rispondeva: "Da quando sono nelle giovanili, ho sempre giocato contro giocatori molto più grandi". E tra i grandi della Champions, agli ottavi contro il Napoli Lamine ci entrò alla tenera età di 16 anni e 223 giorni. Nel 2023 in Serie A, alias non è un campionato per giovani, l’attaccante del Milan Francesco Camarda a 15 anni, 8 mesi e 15 giorni è diventato il più giovane calciatore italiano chiamato al debutto contro la Fiorentina. Prima di lui in rossonero aveva fatto meglio solo un certo Paolo Maldini, lanciato sul campo di Udine a 16 anni, 6 mesi e 25 giorni per diventare la bandiera del Milan. Camarda il prossimo marzo diventerà maggiorenne, ma non festeggerà a Milanello dove è cresciuto, ma a Lecce, dove il club rossonero lo ha mandato in prestito. Il suo sogno è tornare a giocare con la maglia della squadra del cuore e riunirsi all’altro talento milanista, Davide Bartesaghi, 20 anni, terzino sinistro che sa difendere e attaccare come pochi in circolazione e che dopo la doppietta segnata al Sassuolo è stato subito ribattezzato il “nuovo Maldini”. Piano con i paragoni, lo ribadiamo.
Ma piccoli talenti crescono anche qui da noi. Il 23 febbraio festeggia 18 anni anche il forte difensore dell’Atalanta Honest Ovonranwen Ahanor. Figlio di nigeriani, nato ad Aversa, Honest è un campano che per le assurde leggi di questa Repubblica, peraltro fondata nel pallone, non ha mai potuto indossare la maglia azzurra delle selezioni giovanili che avrebbero fatto carte false per convocarlo. Vanta 4 presenze in Nazionale Under 21 e 1 gol segnato l’attaccante del Genoa Osayuki Jeff Ekhator. Genovese, classe 2006, come Ahanor, anche Ekhator è figlio di genitori nigeriani ed è uno dei ragazzi che il ct della Nazionale Rino Gattuso sta tenendo d’occhio anche in prospettiva Mondiale. Il futuro azzurro insomma è nei piedi di Honest e Jeff, la meglio gioventù di questo calcio italiano che finalmente sta capendo: questo non è più un Paese solo per vecchi.

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