Una rassegna stampa consolante: arriva forte l'odore delle pecore
domenica 13 settembre 2015
Forse ero condizionato dal fatto che domani sera, a Brescia, incontrerò il segretario personale del vescovo martire Romero, monsignor Jesús Delgado, a conclusione di un breve giro italiano di conferenze. Ma sta di fatto che, della mia ultima navigazione nella Rete dell'informazione ecclesiale, mi è rimasto impresso soprattutto un intenso e consolante "odore di pecora". In effetti ho un notebook nuovo: magari ha anche la funzione olfattivo-spirituale e io non lo sapevo.Alcuni di questi pastori (uso il termine in senso lato, lo intende così anche papa Francesco) così solleciti per le pecore loro affidate sono ancora presenti e ben attivi tra noi. Penso a don Luigi Ciotti, del quale i media hanno festeggiato i settant'anni. E penso anche a padre Alex Zanotelli, che dal quartiere Sanità di Napoli ha speso, insieme ai parroci Antonio Loffredo e Giuseppe Rinaldi, parole forti – una lettera aperta pubblicata, tra gli altri, da Adista (http://tinyurl.com/ qg3eywl) – per la morte violenta del giovanissimo Gennaro Cesarano.Altri sono da tempo tornati alla casa del Padre e la Chiesa ci ha già proposto come esemplari le loro virtù, ma ora paiono pronti a salire addirittura l'ultimo gradino degli altari. Il primo è... una pastora, la popolarissima Madre Teresa di Calcutta, della quale si è appena commemorato l'anniversario della morte. Se la sua canonizzazione avverrà all'interno del prossimo Giubileo, il Papa l'additerà come icona della misericordia. L'altro è il "prete gaucho" José Gabriel Brochero, vissuto nell'Ottocento, popolare soprattutto in Argentina. La sua canonizzazione potrebbe coronare, sempre nel 2016, l'atteso viaggio di papa Bergoglio in patria. È parlando di lui – scrive Terre d'America (http:// tinyurl.com/om2eo4n) – che l'allora arcivescovo di Buenos Aires ha usato per la prima volta l'espressione «pastore con l'odore delle pecore». Tutto torna...
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