Tra i tanti per cui il Papa prega i docenti e la lezione che danno
domenica 26 aprile 2020
È dal 9 marzo che le messe quotidiane di Francesco da Casa Santa Marta, celebrate in assenza del popolo, possono essere seguite in streaming sulla Rete, su Tv2000 e anche, dal 25 marzo, su Rai Uno, ed è dal 9 marzo che ogni volta, all’inizio, stando alla sede, il Papa chiede di pregare per una specifica categoria di persone colpite o comunque interpellate nella loro vita dal coronavirus. Questa preghiera, su “Vatican News” ( bit.ly/2Vzz3ay) e spesso sugli altri siti e blog, “fa il titolo”. Sarebbe bello poterle riportare qui tutte, ma è impossibile: con la Messa di ieri, sono già 42 intenzioni. Azzardo allora un riassunto. Nelle prime Messe c’era sempre una menzione esplicita degli ammalati in genere, seguiti da qualche categoria più specifica. Le famiglie tornano nove volte, insieme ai loro bisogni soprattutto sociali ed economici (cosicché due volte si prega anche per gli usurai). Sei volte i medici e gli infermieri. Ancora, ripetutamente, gli anziani, i carcerati, i defunti, i pastori, gli emarginati, i politici. E poi, di giorno in giorno, i tanti «che stanno lavorando perché in questo momento la vita sociale, la vita della città, possa andare avanti». Fra questi, venerdì, «gli insegnanti che devono lavorare tanto per fare lezioni via internet e altre vie mediatiche», e i loro «studenti che devono fare gli esami in un modo nel quale non sono abituati». Come marito di un’insegnante, mi ha molto toccato questa attenzione del Papa. La scuola, a causa della pandemia, è stata la prima a chiudere, e potrebbe essere l’ultima a riaprire. Si è ben organizzata, chiedendo ai docenti e agli studenti di sperimentarsi nell’ambiente digitale; ma più che portare avanti i programmi è stato importante che abbia tenuto vivi i rapporti, dicendo agli studenti chiusi in casa: eccoci qua con voi, come state? È l’insegnamento più importante che ho appreso dalla mia bravissima moglie–prof mentre vedevo esaudirsi uno dei miei piccoli–grandi sogni: assistere, non visto, alle sue lezioni.
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