martedì 7 novembre 2017

È facile ridere dei difetti altrui ma si converrà che è anche piuttosto crudele. È vero che nessuno è perfetto ma non è piacevole sentirsi apostrofare con “faccia di banana” né ingoiare soprannomi odiosi come ciccione, piedipiatti, orecchie a sventola o quattr’occhi… Per capire quanto fanno male le prese in giro basterebbe sperimentarle in prima persona (o forse no?), come succede alla dispettosa protagonista di questo racconto di Angela Cascio Cosa dovrei dire io? (Sinnos; 7 euro) che ha il pregio di riportare il sorriso su una tematica seria che investe molti bambini, bersaglio spesso dei commenti maligni dei compagni.

La scimmia Nika si diverte un sacco a deridere gli animali della giungla, quando però tocca a lei essere sbeffeggiata per le sue orecchie a sventola allora piange e si dispera, ma non demorde nel rendere pan per focaccia. Il fatto è che la cattiva abitudine di sottolineare certi particolari dell’aspetto altrui non è solo una prerogativa di Nika, ma il viziaccio di tanti animali della giungla che da un lato sembrano comprendere il cruccio altrui, dall’altro non perdono occasione per sferrare un colpo basso, salvo poi incassarlo a propria volta con un po’ di magone. Spassose le illustrazioni di Sergio Olivotti perfettamente in sintonia con il testo. Dai 4 anni.

Allo zoo di Tiblisi, gli animali si annoiano. Ogni giorno a tirar sera tra uno sbadiglio e l’altro, la stessa vita senza mai un diversivo, mai un’incursione in centro città. E poi, il pinguino vorrebbe diventare un campione olimpico di tuffi ma è inchiodato al suo laghetto, i fratelli coccodrilli che amerebbero giocare con i bambini devono sopportare di essere tenuti alla larga e ancora la tigre che ha amici fuori città sogna un viaggetto di piacere… Poi un mattino mentre gli animali ancora dormono inizia a scendere una pioggia a catinelle. Il fiume ingrossato rompe gli argini e allaga lo zoo. Certo non è quello che tutti avevano sognato ma l’occasione per un’evasione è buona.

Trascinati dall’onda gli animali vivono per un po’ di ore un’avventura di libertà. Fuga dallo Zoo di Tiblisi - testi di Vania Angelova, illustrazioni di Virginia Manco per le edizioni Clichy (15 euro) - è una favola moderna da leggere ai più piccini ma ispirata a una drammatica storia vera: tra il 13 e il 14 giugno 2015, Tiblisi, capitale della Georgia, Paese affacciato su Mar Nero, è stata travolta da un’inondazione disastrosa; in seguito a un potente nubifragio e alla piena del fiume Vere, la città tutta, compreso lo zoo, furono sommersi dall’acqua e dal fango. Molti animali trovarono vie di fuga e in gran parte furono riportati allo zoo dopo essere stati ritrovati nei luoghi più disparati: un ippopotamo in un negozio di orologi, un orso al primo piano di un edificio, un coccodrillo alla fermata del bus… questa sì una brutta storia. Dai 4 anni

Con i suoi allegri costumini da animaletto senza i quali non esce mai di casa, riecco il simpatico piccolo Tutino approdare con due nuovi albi nelle librerie. Tutino è una vecchia conoscenza, protagonista di una miniserie fortunata, creatura di Lorenzo Clerici, autore e illustratore, esperto di video di animazione e una delle anime di Minibombo la casa editrice che si definisce “dedicata ai piccoli e ai grandi che leggono con loro”.

Tutino non ha sonno e Tutino ha un po’ di fame replicano lo stile che i piccolini hanno assaggiato e apprezzato con i primi due volumi della collanina, sia per il carattere del personaggio e il suo tratto semplice, sia per il formato e la veste dei libriccini. Imbacuccato nella rituale tutina – nel primo caso da orso – il piccoletto, curioso esploratore del mondo, appassionato dei giochi all’aria aperta, cerca di infilarsi nelle tane di altri piccoli abitanti del bosco per schiacciare un pisolino, senza però sentirsi a proprio agio e riuscire a riposare. Travestito da scoiattolo, nella seconda avventura, eccolo invece con un po’ di fame spizzicare funghi, lamponi, erbette e persino qualche ghianda… senza apprezzare nulla. Finché, ci si chiede, riuscirà a trovare qualcosa utile a placare il languorino? Lieto fine garantito, allegro e gioioso come sempre. Dai 2 anni

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