lunedì 27 settembre 2021

Semplicità e genialità sono le prime caratteristiche che saltano all’occhio quando si parla di un albo che è entrato di diritto tra i classici contemporanei, perfetto per accompagnare con stravaganza i più piccoli nel mondo delle parole e dei loro significati. Francesco Gervais e Bernadette Pittau hanno saputo giocare con I contrari evitando banalità e stereotipi mettendo in scena due elefanti che si fronteggiano nelle doppie pagine a interpretare con humor gli opposti e non solo quelli più classici come alto/basso, sopra/sotto, destra/ sinistra e via dicendo. Il duo Gervais-Pittau si supera in un sottile divertimento soprattutto là dove le soluzioni escogitate sorprendono per eccentricità e scherzosità, nel mostrarci un elefante duttile a rappresentare creativamente anche i binomi più arditi e bizzarri del tipo spiegazzato/stirato, acceso/spento, fresco/marcio, sottrazione /addizione.

E persino intelligente/stupido là dove i due elefanti appaiono specularmente identici. Era il 2001 e I contrari di Francesco Gervais e Bernadette Pittau, entrato nel catalogo de Il Castoro nel 2020, vinceva il Premio Andersen come miglior libro per la fascia 0-6 anni. A vent’anni di distanza l’editore festeggia quel traguardo prestigioso con una nuova edizione speciale (16,50 euro) dalla preziosa copertina cartonata e intarsiata con il profilo di un elefante che lascia scoperta l’immagine disegnata grigia e piatta di un elefantino grigio. Un albo in cui l’effetto sorpresa è la carta vincente e su cui adulti e bambini hanno molto di cui discutere.

Annabianca Vincenzi è la mamma di Emma, e questa che racconta come una fiaba moderna è la storia vera di sua figlia. Una vicenda che si segue con il fiato sospeso come in ogni fiaba che si rispetti e che gode di un lieto fine. Tutto ha inizio in un bel giorno d’autunno durante una gita in campagna. Travolta da un trattore, Emma scivola, batte la testa e cade in un sonno profondo. Subito soccorsa e trasportata in ospedale la bambina viene sottoposta a una lunga e complessa operazione. Accudita senza tregua da papà e mamma ma seguita a distanza dai pensieri dei nonni e dei tanti amici, Emma continua a dormire profondamente; in testa però i medici le hanno messo un cappellino dai poteri magici che l’aiuterà a guarire.

Grazie alla delicatezza e alla leggerezza del linguaggio che la mamma di Emma sa dosare in ogni momento, anche i più piccoli possono comprendere la serietà e i momenti infelici e drammatici che tutti hanno attraversato durante il sonno profondo della bambina, in bilico tra la vita e la morte. Per piccoli lettori Emma e il cappellino magico (Jaca Book; 14 euro) continua a essere il lieto fine delle storia di una bambina nata due volte. Una fascetta sulla copertina avverte che i proventi della vendita del libro saranno devoluta alla onslus “Neuroland” che ogni giorno aiuta tanti bambini con necessità neurochirurgiche e a CasaOz, spazio di accoglienza per bambini e famiglie.

Trovarsi a tu per tu con un orso non è mai una situazione augurabile. Gli orsi sono creature imprevedibili e non si sa mai cosa aspettarsi. Comunque sia, meglio evitare. Così almeno la pensa uno scoiattolino intento a giocare a palla ma molto guardingo. I guai cominciano però quando la palla finisce in una grotta oscura.

Anzi, i pensieri. Perché in quell’antro buio potrebbe nascondersi il famigerato orso. E gli orsi, pensa lo scoiattolo, sono creature terribili, enormi e feroci con artigli affilati. Insomma mostri pericolosi che non bisognerebbe mai incontrare. Preso da tutte queste paure lo scoiattolo comunque si decide a entrare, perché la palla vuole recuperare a ogni costo. Le pagine di Se incontrassi un orso (Minibombo; 12,90 euro) procedono sul filo di questa tensione tra paura e coraggio che Silvia Borando tiene alta fino alla conclusione. Che non anticipiamo per ovvi motivi. Basta dire però che gli altri non sono sempre così terribili come li immaginiamo. E che tutti gli incontri riservano sempre risvolti sorprendenti. Dai 3 anni

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