Io resto a casa con Dante (e con carta e matita)
mercoledì 25 marzo 2020

Ogni volta che esce un nuovo romanzo di Luigi Garlando per i suoi fan, e sono tanti, è festa grande. Ma qui la festa è doppia e anche tripla. Perché trattasi di un bel malloppo da 518 pagine e poi, la cosa si deduce dal titolo, Vai all’inferno, Dante! (Rizzoli; 17 euro) c’è di mezzo il Sommo Poeta. Il libro esce a ridosso del neonato Dantedì, istituito dal Consiglio dei ministri per il 25 marzo - data che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell'aldilà della Divina Commedia - una giornata che ogni anno ricorderà in tutta Italia e nel mondo, con moltissime iniziative, il genio di Dante. E’ chiaro che Garlando non si butta in una barbosa e didattica lode al nostro Poeta nazionale. Al contrario. Tutto ruota attorno alla figura di Vasco Guidobaldi cognome altolocato, rampollo quattordicenne di una famiglia blasonata e straricca fiorentina.

Un bullo strafottente, teppistello lavativo a scuola e fuori, piccolo boss di un manipolo di compagni di scuola degni di lui. Ripetente, con una pagella vergognosa, Vasco vive una vita da nababbo sfaticato alla Gagliarda, sontuosa villa e sede degli affari super redditizi di famiglia. In una cosa tuttavia l’arrogante ragazzino eccelle: si tratta di Fortnite, un videogioco cruento di caccia e battaglie. Ed è qui che entra in ballo l’Alighieri, nome di battaglia di un altro giocatore che lancia una sfida a Vasco vestendo il suo soldato virtuale e vincente con il tipico mantello rosso dantesco e il copricapo con l’alloro. Ma chi è questo Dante che parla in versi? e chi il giocatore misterioso che si nasconde sotto le spoglie di un poeta nato settecento anni fa? Che strani superpoteri possiede? Converrebbe saperne di più. Ma è certo che Vasco, umiliato da certe sconfitte, vuole rispondere con una vendetta puntuale, affrontare il nemico al massimo delle forze. Altro non si può raccontare per non togliere il piacere dell’intrigo. Non ci si faccia spaventare dalla mole del libro, quelle oltre 500 pagine di cui si diceva, perché scorrono così in fretta da non credere. E poi il tempo in questo periodo non ci manca proprio. Disponibile anche in ebook. Dai 12 anni

Andrea Angiolino ­è uno dei più grandi esperti italiani di giochi e giocattoli che non solo inventa ma studia e continua a raccontare con straordinaria passione in numerosi saggi. Ultimo in ordine di tempo questo Giochiamo insieme con carta e matita (Edizioni Sonda; 14 euro), disponibile anche in ebook. In tempi di videogiochi e playstation Angiolino estrae dal suo fantastico cassetto oltre cinquanta giochi che non richiedono consolle, tabelloni, pedine o dizionari ma solo un foglio di carta bianca o quadrettato e una matita... Insomma nient’altro che qualcosa per scrivere, un po’ di attenzione per capire le regole e poi un compagno di gioco. Un avversario.

L’età non fa differenza. Alcuni sono giochi tradizionali, ideati nel secolo scorso, altri hanno origini più antiche, altri ancora una vita molto più giovane. Quanto ai nomi, e talvolta persino le regole, variano a seconda dei luoghi e dei momenti. Del resto come sottolinea Angiolino non esiste un modo giusto o sbagliato ma tanti modi diversi di giocare così come non esiste una sola ricetta per cucinare un piatto di pasta. I lettori troveranno tutti i grandi classici come Tris, Battaglia navale, Impiccato, e altri meno conosciuti come Nim, La pista, Piattola, Quadratini e poi decine di vere e proprie novità da scoprire. Tutti raccolti in ordine crescente di difficoltà. Sono tante le virtù dei giochi di carta e matita: intanto s’imparano in fretta perché le regole sono in gran parte semplici mentre più difficile è scoprire come mettere in campo le mosse vincenti. Certo poi allenano la mente, esigono che si rispettino le regole e che si impari a condividerle. Ma ancora di più sono da sempre un bel modo - semplice e possibile in qualunque momento e in qualsiasi luogo - di divertirsi insieme ad altri. Dai 12 ai 99 anni.

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