Scaffale basso. Il '45 raccontato per sole immagini


Rossana Sisti sabato 25 marzo 2017

Novantasei pagine, con illustrazioni a matita acquerellate, nessuna parola. Silent book e grafic novel contemporaneamente, ’45 (Orecchio Acerbo; 19 euro) è una storia di guerra e di liberazione, di violenze e teneri abbracci, di soldati mandati a uccidere e di partigiani pronti a lottare per la libertà. Per disegnare ’45 Maurizio A. C. Quarello ha attinto ai racconti dei nonni Maria e Maurizio ai quali il libro è dedicato. È l’inverno del ’45, l’Italia e l’Europa sono ancora sotto scacco dell’esercito nazista.


Gli alleati sono sbarcati al Sud e risalgono la Penisola ma al nord la guerra infuria ancora. Le truppe tedesche si stanno ritirando ma gli ultimi colpi di coda del nazismo non sono meno violenti e rovinosi. Sulle montagne cresce il numero dei giovani che non hanno voluto arruolarsi nelle fila della Repubblica di Salò. Si moltiplicano gli agguati partigiani cui seguono inevitabili le rappresaglie tedesche. All’interno di questa Storia dolorosa del nostro Paese Quarello ci racconta una storia privata, quella di Maria donna coraggiosa che ha un marito partigiano e un figlio alpino in Russia di cui conserva la fotografia in cucina. E che, coraggiosamente, sa affrontare anche le incursioni dei soldati tedeschi in cerca di cibo. La storia corre veloce, la primavera è alle porte e la Liberazione anche; la Germania corre inevitabilmente verso la propria sconfitta e gli italiani dopo vent’anni di dittatura disastrosa e una guerra altrettanto sanguinosa, sono pronti a risollevarsi e a respirare l’aria della libertà. Anche nella casa di Maria e Maurizio torna la normalità. Ai fiumi di parole con cui è stata raccontata la vita quotidiana su cui si sono abbattute con violenza la guerra e la Resistenza Maurizio A. Quarello ha preferito le sole immagini, regalandoci l’album di un tempo disgraziato e di una famiglia come tante sfogliando il quale ciascuno può ritrovare pezzi della propria storia e della propria famiglia. Dai 15 ai 99 anni.

Lasciare la propria casa e anche la propria terra, mettersi in cerca di un altrove in cui ricominciare a vivere. Andare, con la speranza nel cuore, viaggiare leggeri con poche cose essenziali nello zaino verso Un nuovo orizzonte (Terre Di Mezzo; 15 euro). È un chiaro messaggio il titolo di questo albo raccontato da un testo breve di Rebecca Young e grandi illustrazioni a tutta pagina dipinte in originale su tela da Matt Ottleya, entrambi australiani. Il ragazzino protagonista di questa storia di cui non conosciamo il passato ma che vediamo mettersi in mare da solo a bordo di una barchetta a remi senza vela e senza timone, porta con sé un libro, una bottiglia e una coperta.


Tre generi che garantiscono la sopravvivenza, ed è straordinario che tra questi sia compresa la lettura. Ma non è tutto: infilata nella propria tazza da tè c’è un pugno di terra del prato dove il ragazzo era solito giocare. Un bene prezioso che
contiene il suo passato, la sua Terra e simbolicamente la sua identità. Un tesoro a cui si tiene stretto nei giorni di bonaccia e in quelli di mare grosso, nelle notti buie e nei giorni di sole splendente. Con gli occhi sempre puntati verso l’infinito sperando di avvistare la terraferma, il ragazzo si lascia trasportare dalle onde finché un giorno mentre dalla tazza spunta un pianticella - un germoglio che con prepotenza afferma la forza della vita - un puntino appare all’orizzonte… Un posto dove ricominciare? Dove incontrare altri che si sono lasciati alle spalle un altro Paese e un altro passato? Una storia per raccontare il passaggio dall’infanzia all’età adulta ma anche la fatica e il dolore di un viaggio, il bisogno di mettere radici e la speranza di trovare un nuovo futuro. In tempi di migrazioni, un libro da leggere ai più piccoli che impone riflessioni anche agli adulti. Dai 4 ai 99 anni.

Quattro autori e un illustratore per rendere omaggio ai novant’anni compiuti da Winnie the Pooh, l’orsetto giallo goloso di miele che i bambini oggi conoscono nella forma adottata dalla Disney che ha acquisito i diritti sul personaggio dopo la morte di A.A. Milne lo scrittore che, ispirandosi all’orsetto di peluche di suo figlio Christopher Robin, ne aveva fatto il protagonista di racconti dedicati al bambino.


Era il 14 ottobre 1926 quando apparve la prima raccolta di storie firmata da Milne con le avventure nel Bosco dei Cento Acri dell’orsacchiotto e dei suoi amici – Ih-Oh l'asinello, Pimpi il maialino, Tigro la tigre, la mamma-canguro Kanga e il suo piccolo Ro, tutti pupazzi del piccolo Christopher. Vovant’anni dopo, primo di una serie di volumi a lui dedicati siglati Electa Kids, Winnie the Pooh. L’orsetto migliore del mondo (19,90 euro) raccoglie quattro storie inedite basate sulle storie originarie: quattro come le stagioni che fanno da sfondo, tutte illustrate da Mark Burgess sullo stile di quelle originali di E.H. Sheppard che ritraevano Winnie con le tipiche cuciture del pupazzo di pezza e senza la maglietta rossa disneyana. Tutti gli autori – Paul Bright, Brian Sibley, Jeanne Willis e Kate Saunders – hanno all’attivo libri per bambini ma soprattutto hanno in comune un appassionante legame con l’orso Pooh nato e alimentato con le prime letture infantili. Dai 4 anni.

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