Quando il centro è dare la vita: in un rito laico e in un sacramento
venerdì 12 giugno 2020
In Rete si possono anche incontrare, a pochi giorni di distanza, il racconto religioso di un rito laico e la memoria laica di un sacramento e scoprire che entrambi, a ben vedere, hanno al centro il dare la vita. Don Mauro Leonardi, su “Il Sussidiario” ( bit.ly/2MRdnBo ) e poi sul suo blog “Come Gesù”, parla con emozione del matrimonio civile tra Filippo e Francesca, dopo un «rapporto d’amore» durato 28 anni e che ha donato loro una figlia. È avvenuto all’ospedale Giovanni Bosco, perché Filippo è malato terminale. Don Leonardi ne ha letto in un post di Francesca sulla pagina social dell’Asl Città di Torino. L’assenza del sacramento, commenta il sacerdote–blogger, toglie ma anche aggiunge «qualcosa», cioè il valore civile, umano, del bene comune del matrimonio. «Cosa che per un cristiano non è tutto, ma neppure è nulla», perché «promettere un per sempre quando si hanno pochi giorni di vita davanti a una società civile che spesso non lo valorizza, vuol dire veramente fare della vita un dono d’amore e dare intensità a ogni attimo essendo coscienti che amore è dare la vita». Sul suo profilo Facebook don Gianni Criveller, fine intellettuale e teologo, studioso del cristianesimo in Cina e missionario del Pime, torna con emozione alla sua ordinazione presbiterale, avvenuta nel giugno 1986 a Conscio (Treviso). Ricorda che era una bella giornata, che c’era tanta gente affettuosa e che era contento, anche se si rivede, in alcune foto che non pubblica, «piuttosto triste», forse solo «inconsapevolmente malinconico». Riporta la frase di un romanzo di Dostoevskij dedicatagli per l’occasione da un amico, dove è ritratto un giocatore che sta puntando il suo ultimo fiorino. La commenta così: «Mi appare meno astrusa di quando la lessi la prima volta 34 anni fa. Forse non descrive la mia vita, ma si avvicina a sensazioni che, almeno qualche volta, credo di aver provato. Con le dovute proporzioni naturalmente…».
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