Pensioni della scuola, un'attesa snervante
giovedì 23 gennaio 2014
Le pensioni dei docenti di religione per il 2014 scattano dal prossimo primo settembre, ma il sistema scolastico richiede una stringente programmazione delle richieste, già a partire da questi giorni. I docenti che a qualsiasi titolo sono interessati alla pensione dal prossimo settembre sono tenuti a comunicare, sul sito del ministero dell'Istruzione, la cessazione dal servizio entro il 7 febbraio, data valida anche per eventuali ripensamenti. Le domande di pensione si presentano invece all'Inps. La richiesta sarà valutata in base ai servizi svolti, alle domande di computo, di riscatto e di ricongiunzione presentate all'ex Inpdap dopo il primo settembre 2000 e all'estratto contributivo dell'Inps.Quota 96. I requisiti pensionistici anteriori alla riforma Fornero saranno ancora validi, purchè maturati entro il 31 dicembre 2011, raggiungendo a questa data «quota 96», come somma di contributi e di età. Per una svista nel testo della riforma, circa 4mila docenti (stima più recente del ministero) sono rimasti esclusi da questa salvaguardia. Potrebbero essere riammessi solo per effetto di una nuova legge che estenda la maturazione dei vecchi requisiti fino al 31 agosto 2012, data di chiusura dell'anno scolastico iniziato nel 2011. A due anni di distanza dall'errore, diversi tentativi di modifica sono ancora bloccati. Attualmente si discute sul problema della individuazione degli interessati e sui criteri di formulazione di una graduatoria per l'accesso alla pensione. Dati essenziali per circoscrivere il costo dell'operazione.Scatti di anzianità. I docenti di religione, insieme ai colleghi di altre cattedre, trovano nella busta paga di gennaio un singolare «dare-avere». Si tratta della sistemazione contabile degli scatti di anzianità, per 150 euro, anticipati agli insegnanti e al centro di un infelice rimpallo di competenze tra i ministeri interessati. Un decreto di venerdì scorso sospende il recupero degli scatti di anzianità anticipati; tuttavia, per effetto dei tempi di elaborazione degli stipendi eseguita già a dicembre, la retribuzione di gennaio 2014 non riporta il dovuto ai sensi del decreto citato, ma è decurtata con il recupero degli scatti inizialmente concessi. L'integrazione della somma mancante viene effettuata, a stretto giro di banca, con una nuova emissione di accrediti sui conti correnti di appoggio dello stipendio.La soluzione della vicenda sugli scatti raffredda, per il momento, il fermento dei sindacati anche su diverse questioni da tempo irrisolte (come gli stipendi dei supplenti e le ferie maturate ma non fruibili), motivi per possibili agitazioni sindacali.
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