Nella tv generalista di tutto e... di meno
martedì 14 gennaio 2020
La settimana scorsa, dal punto di vista televisivo, è stata esemplare. Abbiamo visto di tutto, grazie anche ad alcuni debutti stagionali importanti, e il contrario di tutto: dai documentari su Piersanti Mattarella a La pupa e il secchione, da Don Matteo a The new Pope, dal Cantante mascherato al Grande fratello vip, dalle Meraviglie a C'è posta per te. Di alcuni di questi programmi abbiamo già detto. Di alcuni altri si può dire che Don Matteo si conferma tra le migliori fiction in assoluto con colpi di scena in questa dodicesima edizione a vent'anni dalla prima capaci di rivitalizzare una storia che comunque, messaggio positivo a parte, reggerebbe anche solo per i personaggi decisamente azzeccati. Molto meglio di quanto si potesse immaginare Il cantante mascherato con Milly Carlucci, anche se la conduttrice e i cinque della giuria non sempre sono apparsi all'altezza della situazione, ma soprattutto andrà inevitabilmente a diminuire con il passare delle puntate l'effetto sorpresa (sarà anche per questo che sono solo quattro). Di contro, molto peggio di quanto si potesse immaginare il Grande fratello vip con la conduzione di Alfonso Signorini, che anziché alzare il livello, com'era auspicabile, ha per ora aumentato gli elementi gossip portando dentro la cosiddetta “casa” storie già ampiamente sfruttate in altri “capolavori” come Temptation Island. La vera novità è il numero di persone mature, per non dire anziane, che hanno accettato (diciamo così, per essere buoni) di mettersi in gioco. Però, almeno una domanda viene spontanea: «Signora Alberti (intesa come la scrittrice Barbara), ma che gliel'ha fatto fare? E poi che belle lezioni per il momento sta offrendo ai suoi coinquilini!». Detto questo, non ci interessa nemmeno citare le reti dove i vari programmi sono andati o stanno andando in onda. Diciamo solo che coinvolgono principalmente le reti generaliste maggiori e che qui, come detto, ci servono semplicemente come esempio per ribadire (anche se può sembrare banale, ma è pur sempre la pura verità) che esiste la buona e la cattiva televisione e che il telespettatore non ha attenuanti: sta a lui scegliere, ne ha o ne dovrebbe avere piena facoltà e l'offerta non manca.
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