Lisa e l'albero dei prodigi che dà lavoro alle donne
giovedì 28 aprile 2022

Lisa Curtis aveva poco più di 20 anni quando, nel 2010, atterrò in Niger, nel cuore dell'Africa, per un periodo di volontariato internazionale con Peace Corps, l'organizzazione di cooperazione creata dal presidente Kennedy. Doveva restarci due anni, ma dopo appena sette mesi un attentato terroristico costrinse gli stranieri a lasciare il Paese. Lei tornò in California con un progetto ambizioso: trasformare le tenere foglioline dell'albero di moringa, che le mamme africane aggiungevano ai cibi come ricostituente naturale, in un'impresa che desse lavoro e futuro alle donne del villaggio in cui era capitata. La storia è questa: Lisa, vegetariana, dopo alcune settimane al lavoro nella clinica comunitaria, alimentandosi solo di riso, miglio e fagioli, si sentiva debole. «Mi diedero da mangiare il Kuli Kuli, così loro chiamavano uno snack tradizionale a base di foglioline pestate dell'albero di moringa». E così per alcuni giorni.

La ripresa fu incredibile, e Lisa ebbe un'intuizione: quelle foglie energetiche, ricche di potassio, proteine, fibre, calcio e vitamina A potevano trainare l'economia locale, se solo avessero avuto un mercato in grado di apprezzarne le proprietà benefiche... Lisa però aveva 2mila dollari in tasca: così dovette aspettare qualche anno per raccogliere i finanziamenti necessari, tempo che impiegò anche scrivendo i discorsi nello staff del presidente Obama. Nel 2014 finalmente nasce la Kuli Kuli Inc., che produce e commercializza barrette energetiche, polveri da aggiungere all'acqua e al latte, miscele per frullati, snack, te, perfino un dentifricio. Tutto a base di foglie di moringa. I suoi prodotti oggi sono venduti in 11mila punti vendita in tutti gli Stati Uniti.

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Nel frattempo Lisa è diventata mamma di Valentine Orion, nel 2018 è stata inserita da Forbes nella lista delle 30 imprenditrici sociali under 30 più influenti d'America, e soprattutto non ha dimenticato la sua ispirazione iniziale. In questi anni ha coinvolto nell'avventura del “superfood” 2.400 agricoltori in 11 Paesi, soprattutto donne africane ma anche asiatiche e latinoamericane. In questi anni grazie a Kuli Kuli Inc. è stato piantato un milione di alberi di moringa. «Generalmente, la struttura è quella della cooperativa, o dell'impresa familiare o sociale – racconta Lisa –. Noi forniamo formazione alle piccole imprenditrici per migliorare la qualità del prodotto e dimensionare la produzione alle richieste del mercato Usa. Con il nostro sostegno le coltivatrici introducono il moringa nelle scuole locali per migliorare l'alimentazione dei bambini».

Come Pamela, che gestisce una delle fattorie in cui si coltiva il moringa in Uganda; nel suo villaggio insegna alle donne come utilizzarne le foglie, distribuisce ricette e consigli alimentari e con la sua attività sostiene la retta e compra le divise e il materiale per i 1.200 alunni della scuola locale. «Il moringa è buono per la salute, per la comunità e per l'istruzione – spiega Pamela –. Quando migliori la condizione di una donna, tutta la comunità se ne giova».

Lisa non ha perso la sua aria di giovane entusiasta. I lungi capelli bruni, il sorriso aperto, dice: «Sono riuscita a dare accesso al mercato americano a un prodotto tradizionale del Sud del mondo. Cambiare la vita delle donne è qualcosa che mi rende felice di svegliarmi al mattino e di lavorare tutto il giorno».

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