“La Corrida”, Conti può farla a modo suo
martedì 17 aprile 2018
In Rai a Carlo Conti dovrebbero fare un monumento. Tutto quello che porta in onda lo trasforma in share. È successo anche venerdì scorso con La Corrida, che al debutto ha messo insieme sei milioni di telespettatori. A lui si deve la pianificazione che far rivivere il passato funziona sempre in una tv seguita da un pubblico di età elevata che chiede, al tempo stesso, garbo e semplicità. Il presentatore toscano è in questo una garanzia ed è talmente integrato con la tv pubblica, in particolare con Rai 1, che ha finito per essere catapultato anche in una puntata di Don Matteo in attesa di vederlo coinvolto, si può presumere, in un'indagine del Commissario Montalbano o in una Stanotte a... Questo per dire dei grandi successi della rete: le due fiction, la divulgazione di Alberto Angelo e, appunto, i programmi di o con Carlo Conti, che ha dimostrato una fedeltà all'azienda senza pari, semmai ce ne fosse ancora bisogno, anche nella vicenda della malattia e della morte di Fabrizio Frizzi con l'alternarsi alla conduzione de L'eredità. Lì è emerso con particolare evidenza il lato umano di un professionista dello spettacolo che non ha mai ceduto alle lusinghe della notorietà ed è rimasto con i piedi per terra ancorato ai suoi valori. Per questo a Carlo Conti si può perdonare tutto, anche che La Corrida, ascolti a parte, non sia partita con il piede giusto. Il tentativo di rifare “tale e quale” lo storico show di dilettanti allo sbaraglio si scontra proprio con il fatto che non ci sono più le stesse condizioni e non c'è la stessa conduzione. Quello era un programma che Corrado Mantoni si era cucito addosso prima alla radio e poi in tv, anche se in televisione lo hanno riportato, dopo di lui, anche Gerry Scotti e Flavio Insinna su Canale 5. Conti sognavo di farlo e ci è riuscito riportandolo in Rai, ma forse lo doveva adattare a sé. Adesso ha tempo per farlo nelle prossime cinque puntate, anche perché tutte in diretta. Conti non è Corrado: è altrettanto bravo, ma non ha quell'ironia, quegli sguardi e quell'aria svagata all'apparenza cinica che hanno fatto del presentatore romano il conduttore perfetto di un programma del genere. Conti lo sa e lo ha detto a più riprese. Per questo è ancora più strano che non abbia puntato a una Corrida diversa, personalizzata, ammettendo che sia sempre valido il format del dilettante allo sbaraglio.
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