L'eterna lezione del sommo Bach nei Mottetti e Salmi del figlio Carl
domenica 19 febbraio 2006
L'Arte della Fuga, enigmatico ed estremo capolavoro del grande Johann Sebastian Bach, è il punto di partenza ideale del progetto discografico che Harry van der Kamp e il suo Gesualdo Consort Amsterdam hanno dedicato al repertorio sacro di Carl Philipp Emanuel Bach (1714-1788), secondogenito e più famoso tra i figli del Thomaskantor di Lipsia (2 cd pubblicati e distribuiti da Sony/Bmg). Prendendo infatti le mosse dall'ultima e incompiuta Fuga a 3 Soggetti, lo stesso van der Kamp ha scritto un adattamento a otto voci sul testo del corale Vor deinem Thron tret ich hiermit, il cosiddetto "Sterbe-Choral" (Corale della morte), che chiude la prima edizione a stampa dell'Arte della Fuga e che la leggenda vuole sia stato dettato al genero Johann Christoph Altnickol da un Bach ormai in fin di vita. Un tributo doveroso al genio contrappuntistico dell'illustre genitore per meglio individuare nel profondo le fondamenta sopra le quali il dotato figlio, che fu al servizio di Federico il Grande come clavicembalista e come direttore musicale nelle chiese di Amburgo, ha saldamente impostato la propria traiettoria compositiva; un omaggio a quello stylus antiquus che Carl Philipp Emanuel ha saputo coltivare al fianco delle tendenze più progressiste dell'epoca, riuscendo poi a elaborare una sintesi alquanto personale e originale che lo ha portato a essere considerato uno dei fondatori della musica strumentale moderna. I lavori per ensemble vocale e basso continuo qui raccolti sono esemplificativi a tale riguardo. Al fianco di alcuni Salmi e Mottetti, sono proprio le due versioni a quattro voci delle Litanie a sorprendere per spessore, audacia e nobiltà di concezione: edifici sonori monumentali, per quasi cinquanta minuti si declinano nella fissa ripetizione di formule responsoriali articolate in una serie infinita di brevi invocazioni che, nonostante un'apparente sterilità dal punto di vista della libertà creativa, il compositore ha investito di un penetrante senso di metafisica astrazione. Sottraendoci per qualche istante ai ritmi frenetici della vita moderna per invitarci a riscoprire il valore del tempo; del tempo musicale e di quello liturgico, sospeso nell'ascolto e gravido della fiduciosa attesa nella risposta del Signore.
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