Così risplende l’eterno Haydn nella grandiosa Missa “Cellensis”

Franz Joseph Haydn - Missa Cellensis René Jacobs - Alpha Classics. - Euro 20,00
January 5, 2026
Così risplende l’eterno Haydn nella grandiosa Missa “Cellensis”
Sono molteplici le vicende che si intrecciano intorno alla Missa “Cellensis” di Franz Joseph Haydn (1732-1809). La composizione della terza e più ampia tra le sue quattordici messe risale al 1766, anno in cui il musicista austriaco assume la prestigiosa carica di Maestro di cappella presso la corte degli Esterházy a Eisenstadt. A lungo identificata in modo improprio come Missa “Sanctae Caeciliae”, l’opera reca in realtà il titolo originale di Missa Cellensis in honorem Beatissimae Virginis Mariae; il riferimento è alla Basilica della Natività di Maria a Mariazell, importante centro di pellegrinaggio divenuto nel corso dei secoli uno dei principali luoghi di culto mariano dell’Impero asburgico. dove è venerata un’immagine miracolosa della Vergine (onorata come “Magna Mater Austriae”).
Per sensibilità artistica e profonda consuetudine con il repertorio sacro settecentesco, René Jacobs si impone come uno degli interpreti più autorevoli per affrontare una partitura tanto monumentale. Alla guida della Zürcher Sing-Akademie e della Kammerorchester Basel, il direttore belga offre una lettura di grande rigore e intensità espressiva, fondata su scelte stilistiche fedelmente documentate, brano dopo brano, nella dettagliata guida all’ascolto contenuta nel booklet del cd e firmata dallo stesso Jacobs.
L’esecuzione risulta estremamente curata e riesce a mettere in pieno rilievo una scrittura corale di straordinaria ricchezza, lavorando di cesello anche sui numeri vocali solistici – come nell’esuberante e quasi danzante Kyrie eleison iniziale o nella splendida aria per soprano Quoniam tu solus dal Gloria – ottenendo anche un mirabile effetto d’insieme nelle pagine più dense e complesse. Emblematico, in tal senso, l’ipnotico Et incarnatus est che si staglia nella sezione centrale del Credo, dove Haydn traduce in musica il mistero dell’Incarnazione, riconducendo idealmente l’intero arco spirituale della Messa al santuario mariano di Mariazell, fulcro simbolico e devozionale dell’opera.

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