Romanticismo corale al confine tra mondi diversi

Motets romantiques - Choeur de Radio France, Christophe Grapperon - Alpha Classics. Euro 20,00
February 2, 2026
Romanticismo corale al confine tra mondi diversi
Opere sacre da eseguire in salotto o musiche da camera destinate alla liturgia? La domanda è solo in apparenza provocatoria, perché le pagine corali raccolte da Christophe Grapperon e dal Choeur de Radio France nel disco Motets romantiques nascono precisamente in una zona di confine, dove pratica religiosa, contesto sociale e fruizione musicale convivono e si contaminano. Il programma riunisce alcuni dei nomi più noti dell’Ottocento francese – da Camille Saint-Saëns e Gabriel Fauré a Léo Delibes ed Henri Duparc – accanto a figure oggi meno frequentate ma tutt’altro che marginali, come Charlotte Sohy, Cécile Chaminade, Fernand de La Tombelle o Théodore Dubois. Ne emerge un repertorio articolato, concepito per risuonare in contesti diversi: dalle grandi cantorie parigine fino agli ambienti domestici e alle sale da concerto.
Non è un caso che molte partiture prevedano strumenti ad libitum – come il Tantum ergo di Fauré, eseguibile con organo, pianoforte o arpa – consentendo la flessibilità esecutiva che ne ha favorito la diffusione. La direzione di Grapperon privilegia la chiarezza del dettato e l’equilibrio timbrico, sostenuta da solisti vocali e strumentali di alto livello, integrati con misura nel tessuto corale. Le pagine di Saint-Saëns, Guilmant o Dubois rivelano padronanza del linguaggio e dei modelli stilistici, mentre altre – come il Kyrie di Clémence de Grandval o l’Ave Maria di Boëllmann – indulgono più verso un compiacimento estetico che al rigore liturgico.
Particolarmente significativa è anche la presenza di Mel Bonis, il cui Cantique de Jean Racine, scritto in memoria del figlio scomparso, assurge a occasione di raccoglimento e consolazione personale. Nel complesso, questo progetto discografico offre un ritratto lucido e talvolta impietoso del crepuscolo di un genere antico, restituendo un cattolicesimo musicale profondamente legato al proprio tempo, sospeso tra slancio devozionale, gusto borghese e inevitabili concessioni al sentimento.

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