Antifurto, divise scolastiche e filati: come cambia il paniere Istat per il 2026
L'Istituto di statistica ha aggiornato le abitudini di spesa degli italiani, introducendo anche i software. Ma il Codacons non è convinto: «Poco peso alla casa»

Nel 2025 sono tornati di moda i grembiuli scolastici, ma anche i filati per maglia, l’uncinetto e i tappetini per il bagno. E ancora: gli italiani hanno comprato kit di sorveglianza per i furti in casa e corse in ambulanze private. Queste, almeno, sono alcune delle abitudini di acquisto che Istat ha introdotto nel paniere per il 2026 – l’insieme dei beni e servizi rappresentativi di quello che una “famiglia media” compra durante l’anno –, aggiornato ieri mattina per il calcolo dell’inflazione. Non si tratta di previsioni di spesa ma di rilevazioni, effettuate dall’Istituto nazionale di statistica, di abitudini già cambiate nello scorso anno. In altre parole, osservare il paniere di Istat significa guardare dentro ai nostri carrelli della spesa. E le novità sono molte. Nella categoria “Combustibili solidi” si trova il carbone di legna, che comprende anche la carbonella per il barbecue. Nella classe “Articoli sportivi, per campeggio e per attività ricreative all’aperto” si inseriscono le tende e gli zaini da camping. E, per la prima volta, Istat ha introdotto nel paniere anche i software: antivirus e programmi digitali, a esclusione dei giochi.
Una premessa: comprendere l’evoluzione delle abitudini di spesa degli italiani non è una curiosità, ma un’osservazione necessaria a Istat per affinare il calcolo dell’inflazione. Per questo motivo, l’Istituto di statistica ha adottato quest’anno la nuova classificazione Ecoicop per l’indagine sui prezzi al consumo e, per la prima volta, l’Indice dei prezzi al consumo armonizzato ha iniziato nel 2026 a tenere conto della spesa in scommesse e slot machine. Complessivamente, Istat ha attinto a circa 27 milioni di quotazioni di prezzo e al contributo di 80 Comuni per il calcolo degli indici dei prezzi al consumo. Ma l’aggiornamento del paniere non ha comunque messo d’accordo tutti. Non è convinto il Codacons, che ritiene troppo basso il peso attribuito ad abitazioni e trasporti, «che continuano a incidere pesantemente sui bilanci familiari». Secondo le associazioni a tutela dei consumatori, «appare del tutto inspiegabile la diminuzione del peso di voci che hanno registrato un sensibile aumento dei prezzi negli ultimi anni». In particolare, il riferimento è al comparto Abitazione, acqua, elettricità, gas e combustibili, che cala del -0,25% sul 2025. E al comparto dei Trasporti, in calo dell’1,04%. D’altro canto, le novità introdotte nel paniere 2026, secondo Codacons, «non apportano un reale contributo al miglioramento delle rilevazioni. È il caso delle uniformi scolastiche, poco utilizzate nel nostro Paese, e dei filati per maglia e uncinetto». Più aderenti alle nuove abitudini degli italiani, invece, sarebbe l’ingresso degli antifurto per le abitazioni.
Intanto, Istat ha aggiornato anche i dati sull’inflazione. Rispetto a gennaio 2025, questo mese l’inflazione “di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è cresciuta dell’1,8%. Il tasso di crescita dell’intero “carrello della spesa”, invece, si attesta al 2,1%. Un sostegno all’inflazione – spiega Istat in una nota – si deve prevalentemente alla dinamica dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (+2,5%) e lavorati (+2,2%), a quella dei prezzi dei servizi relativi all’abitazione (+4,4%) e dei tabacchi (+3,3%).
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