L'ACI compie 120 anni ma ha trovato un senso per restare giovane

Nacque quando l'automobile era un oggetto misterioso, oggi è un presidio di servizi e diritti per chi guida. Con più di 1 milione di soci
February 3, 2026
L'ACI compie 120 anni ma ha trovato un senso per restare giovane
Il francobollo celebrativo emesso da Poste Italiane per i 120 anni di ACI
Un ritorno alle origini per una proiezione nel futuro della mobilità, alla ricerca di un ruolo moderno e ancor più funzionale. L’ACI, l’Automobile Club d’Italia, è tornata a Torino, la città in cui era nata nel secolo scorso, per festeggiare un anniversario importante nell’anno in cui prenderà sostanza il mandato di Geronimo La Russa (neo presidente eletto). Non solo un'occasione celebrativa, ma un momento di riflessione e confronto.
Da 120 anni l’ACI accompagna gli automobilisti italiani. Era il 1905, l’auto un oggetto misterioso spaventava i cavalli e incuriosiva i passanti, un miraggio meccanico in un Paese ancora agricolo. In tutta Italia viaggiavano duemila vetture, ma un gruppo di visionari e appassionati decise di fondare l'Automobile Club d'Italia scommettendo su un futuro che nessuno avrebbe potuto immaginare: oggi a 120 anni di distanza, circolano ben 41 milioni di vetture in un parco auto che ufficialmente supera 55 milioni di unità.
Nel tempo l’ACI ha accompagnato trasformazioni, avviato servizi, iniziative, creato una parte sportiva (è la Federazione sportiva nazionale, oltre 900 appuntamenti nel 2024…), diventando parte integrante del dialogo tra istituzioni, enti, cittadini, costruttori e addetti ai lavori, affrontando problematiche o colmando lacune, istituendo corsi di sicurezza (ben 100 mila persone coinvolte in totale). Diventando una necessità per gli automobilisti come dimostrato dalla massiccia adesione e dalle iscrizioni: attualmente i soci superano il milione.
Il mondo però sta cambiando a ritmi vertiginosi e l’ACI è tornata esattamente dove tutto è cominciato: non per nostalgia, ma per porsi una domanda decisiva: adesso come cambiare a fronte di una mobilità in viaggio verso una profonda rivoluzione? L’evento è andato in scena al Museo dell’Automobile, cornice perfetta per un anniversario che è anche un bivio, tra carrozzerie che raccontano il genio italiano e motori che hanno scritto pagine di storia industriale, un’assemblea e poi la cerimonia impreziosita dall'annullo filatelico del francobollo celebrativo emesso dalle Poste Italiane nella serie delle eccellenze del Made in Italy.
"L'ACI nasce per interpretare e accompagnare l'evoluzione della mobilità" ha dichiarato il presidente eletto Geronimo La Russa. "Da allora abbiamo costruito conoscenze e responsabilità che oggi mettiamo al servizio di una sfida decisiva: governare il cambiamento garantendo sicurezza, sostenibilità e diritti di mobilità per tutti". Un impegno che guarda alla neutralità tecnologica, senza preclusioni ideologiche verso tutte le soluzioni di trasporto.
Ma proprio da Torino, città che ha motorizzato l'Italia e oggi in cerca di una nuova identità industriale, emerge la domanda sul futuro: in un'era di mobilità condivisa, elettrificazione e guida autonoma, tra sharing mobility, app che promettono miracoli a portata di smartphone, metropoli che ridisegnano gli spazi strappandoli alle quattro ruote, in sostanza uno scenario frammentato e iper concorrenziale, dove ogni servizio trova dieci alternative digitali, quale ruolo spetta a un ente nato quando l'automobile era privilegio di pochi? La risposta parte dalla capacità di reinventarsi che l'ACI ha dimostrato in 120 anni. Non più solo club di appassionati, ma presidio di servizi e diritti per milioni di cittadini. La sfida dell’ACI è andare oltre la sua storia gloriosa e dimostrare che un'istituzione nata per l'automobile del Novecento sa ancora interpretare la mobilità del Duemila per continuare a offrire servizi unici e speciali.

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