Il Requiem meticcio di Gabriela Lena Frank

Gabriela Lena Frank - Conquest Requiem Nashville Symphony Chorus & Orchestra - Giancarlo Guerrero Naxos / Ducale. Euro 15,00
January 19, 2026
Il Requiem meticcio di Gabriela Lena Frank
La compositrice Gabriela Lena Frank (1972) ha scelto Malinche come figura centrale del suo Conquest Requiem: una donna di origine azteca, consegnata giovanissima agli spagnoli come schiava durante la conquista della costa del Golfo del Messico. Diventata interprete e una sorta di “mediatrice culturale”, si è convertita al cristianesimo e si è legata al condottiero Hernán Cortés, dal quale ha avuto un figlio, considerato uno dei primi meticci del Nuovo Mondo. Figlia di padre americano (di origini ebraico-lituane) e di madre peruviana (di discendenza cinese), Frank riconosce in Malinche una figura emblematica di identità intrecciate; attraverso di lei, la compositrice mette in relazione la grande storia della Conquista con le vite di persone comuni, testimoni senza diritto di parola. Il Conquest Requiem prende così forma come una partitura di “sangue misto”, in cui il testo latino della Missa defunctorum dialoga con versi in lingua Nahua – che danno voce ai prìncipi indigeni caduti – e con testi in spagnolo scritti dal Premio Pulitzer Nilo Cruz.
Giancarlo Guerrero guida il Coro e l’Orchestra Sinfonica di Nashville, insieme a un nutrito cast di cantanti solisti, con un approccio fortemente teatrale, portando in scena quella che in apparenza è “solo” una Messa per i defunti, ma che diventa qui il tentativo di restituire dignità a chi è stato a lungo relegato al silenzio della Storia. Il linguaggio musicale dell’opera abbraccia tradizioni sinfoniche e operistiche, sostenuto da un’orchestrazione dal ruolo narrativo centrale, che a volte accresce la tensione drammatica – come al principio del Dies irae o nel Confutatis maledictis – in altre ne attenua l’asprezza, lasciando spazio a riflessioni più meditate (come nel Recordare, Jesu pie). Il coro, onnipresente, assume una funzione quasi “tragica”, commentando dall’esterno l’azione e mettendo in luce la persistenza di una vicenda segnata da conflitto e instabilità, la cui eredità continua ancora oggi a lasciare numerose domande aperte.

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