Italia ed Israele, al via il nuovo accordo sulla previdenza sociale
giovedì 24 dicembre 2015
Èentrato in vigore il 1° dicembre il nuovo accordo sulla previdenza sociale tra lo Stato di Israele e l'Italia. L'accordo, stipulato in realtà nel 2010 ma ratificato in Italia solo lo scorso giugno (legge 98/2015), si occupa della materia strettamente pensionistica e sostituisce lo Scambio di lettere del 1987 che si limitava a regolare il lavoro degli italiani in Israele. Rispetto al vecchio Scambio, l'accordo registra diverse novità. In primo luogo è prevista la totalizzazione dei periodi di assicurazione ai fini pensionistici. Inoltre fra i soggetti beneficiari sono inclusi anche i dipendenti pubblici e tra questi vanno compresi i docenti di religione, i cappellani degli ospedali, delle forze armate e della polizia. Si tratta di una previsione non comune nel panorama delle convenzioni internazionali in materia.Sono invece fuori dell'accordo tutte le prestazioni dell'Inps diverse dalle pensioni, i sussidi e gli assegni di natura assistenziale (invalidi civili, indennità di accompagnamento ecc.) e le pensioni sociali. In particolare, per il regime dei contributi volontari non è prevista alcuna totalizzazione. Per la integrale applicazione della convenzione sarà emanato un regolamento amministrativo, in vista del quale l'Inps ha già delineato alcune prime indicazioni. Per chi risiede in Italia tutti gli uffici territoriali dell'Istituto sono competenti a definire le pratiche secondo le regole della convenzione, mentre chi risiede in Israele dovrà rivolgersi alla sede di Asti, scelta come polo nazionale di riferimento per le analoghe richieste.Nuovi beneficiari. L'accordo prevede una sua futura applicazione anche a «nuovi gruppi di beneficiari». Questo termine potrebbe ben adattarsi ai ministri di culto assicurati nel Fondo clero, che attualmente non rientrano nella normativa internazionale. Tuttavia, secondo un'altra interpretazione, i «nuovi gruppi» dovrebbero essere soggetti a quelle stesse gestioni pensionistiche dalle quali resta oggi escluso il Fondo clero.Inoltre, sul complesso della convenzione aleggia una disparità di trattamento fra i ministri di culto in Italia. Alla categoria appartengono i rabbini, i vice rabbini ed altri funzionari di culto dipendenti dalle Comunità ebraiche in Italia. La rispettiva assicurazione pensionistica è regolata dall'Inps-ex Inpdap e quindi si registra un totale equiparazione dei rabbini ai dipendenti pubblici che beneficiano dell'accordo. È opportuno pertanto che il previsto regolamento fornisca chiare indicazioni su questi aspetti, tenendo anche conto che la magistratura italiana, con precise sentenze, non esclude il Fondo clero dalle assicurazioni comuni.Vittorio Spinelli
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