Donne, sei interviste immaginarie ma vere
giovedì 22 ottobre 2020
È una storia interessante quella di Vera Vergani (1895-1989), grande attrice di teatro degli anni Venti del secolo scorso, antidiva con il fascino delle dive, apprezzata anche da Gramsci e Gobetti, che improvvisamente, ancora giovane, si ritirò dalle scene dopo avere interpretato 160 commedie, da Pirandello a D'Annunzio, rompendo gli schemi della recitazione femminile. Era il 13 gennaio 1930 quando dal palcoscenico del Manzoni di Milano decise di salutare il suo pubblico per l'ultima volta. Di lì a poco si sarebbe sposata con Leonardo Pescarolo, comandante di transatlantico conosciuto durante una traversata oceanica, dedicandosi esclusivamente alla famiglia. A quel punto Vera Vergani, come disse lei stessa, non esisteva più: «C'era solo Vera Pescarolo, moglie del capitano Leo Pescarolo». Parole che abbiamo risentito dalla viva voce dell'attrice, sia pure reinterpretata da un'altra attrice (Matilde Gioli), nella terza puntata della serie di docu-fiction Il segno delle donne (il martedì alle 21,10 su Rai Storia), che racconta sei personaggi femminili che nel Novecento hanno lasciato una traccia profonda nella storia culturale, politica e sociale del nostro Paese. Una delle prossime puntate (la quinta, martedì 3 novembre) sarà tra l'altro dedicata alla bella figura della fondatrice del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich, fatta rivivere da Anita Zagaria. A intervistare le sei donne, in ambienti e in abiti consoni ai loro anni, è la storica e critica d'arte Rachele Ferrario, che si presenta di contro in abiti moderni e con tanto di iPad. L'intervista immaginaria (anche se le risposte si rifanno a parole realmente usate dalle donne in questione in lettere, diari, colloqui e discorsi pubblici) è comunque intercalata con ritmo da testimonianze attuali, ben montate, brevi e consequenziali. Nel caso della Vergani (sorella del noto Orio, giornalista e scrittore) è interessante anche il fatto che questi testimoni sono quasi tutti congiunti in quanto ci troviamo di fronte a una famiglia di artisti: la figlia, che si chiama Vera come la madre (e l'altro figlio Leonardo come il padre), è produttrice e sceneggiatrice; il genero è il regista Giuliano Montaldo, mentre la nipote Elisabetta è costumista.
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