martedì 7 novembre 2017
ASua immagine ha compiuto vent'anni. La storica rubrica religiosa di Rai 1, realizzata in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana, va in onda dall'autunno 1997. Due i momenti: il sabato alle 17,15 e la domenica dalle 10,30 con all'interno la Messa e l'Angelus del Papa. Il sabato è dedicato ai luoghi (nell'ultima puntata il “Garage del Vaticano”, ovvero il Padiglione delle carrozze) e alle testimonianze di vita con la riflessione sul Vangelo attraverso la rubrica “Le ragioni della speranza”. Alla domenica prevalgono i grandi temi della fede, ma anche l'attualità (l'altro ieri si è parlato di scuola) e ovviamente tutto quello che riguarda il Papa a cominciare dai viaggi. Curato da Laura Misiti e padre Gianni Epifani, con la collaborazione di Carmela Radatti e la regia di Maria Amata Calò, il programma è presentato da Lorena Bianchetti, che ormai ci si identifica conducendolo con passione da nove anni: dal 1999 al 2005 e poi dal 2014 a ora. La novità di quest'anno sono le interviste di don Luigi Ciotti per “Le ragioni della speranza”. Ne sono andate in onda due con personaggi decisamente interessanti come Vasco Rossi e Fiorella Mannoia che accettano di intervenire in una trasmissione del genere proprio per l'amicizia con il fondatore del Gruppo Abele. In realtà poi, più che interviste sono colloqui in cui don Ciotti inserisce spunti di riflessione legati al Vangelo a prescindere dalla fede dell'interlocutore. Non a caso Vasco Rossi si dichiara non credente e Fiorella Mannoia in ricerca. L'importante è trovare punti di incontro. Ecco allora che la vita, come canta e dice la Mannoia, può essere perfetta e da benedire. Mentre Vita spericolata è «una delle canzoni più fraintese perché in realtà – spiega il suo autore – è un inno alla vita: vissuta pericolosamente, ma non buttata via». Da qui l'ammissione del rocker di aver commesso molti errori, di essere caduto, ma di essersi rialzato. E a proposito del Vangelo di domenica con gli scribi e i farisei che «dicono e non fanno», la Mannoia commenta di non aver mai creduto al detto «fai quello che ti dico e non fare quello che faccio«, aggiungendo che «una persona è quello che fa e fa quello che è». In questo modo don Ciotti porta tutti, sull'esempio di personaggi noti al grande pubblico, a riflettere sui valori condivisi della vita umana.
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