martedì 7 gennaio 2003
Il primo passo per l'immissione in ruolo degli oltre 20 mila docenti di religione è stato compiuto dalla Camera, giusto un mese fa, con l'approvazione dell'apposito disegno di legge. Tocca ora al Senato, con il voto definitivo, concludere l'annoso problema dello status giuridico. Con la pubblicazione della legge saranno quindi avviate le procedure per partecipare ai concorsi di inquadramento su base regionale. è presumibile che i concorsi saranno effettuati in tempi relativamente brevi, quanto meno per garantire che con l'anno scolastico 2003-2004 si realizzi la situazione giuridica voluta dal legislatore. Un'apposita norma stabilisce che ai docenti di Irc (insegnamento della religione cattolica, ndr) inseriti nei ruoli si applicano le norme in vigore per gli altri insegnanti di ruolo. Questa disposizione di garanzia rischia però di ritorcersi contro i docenti prossimi alla pensione. Scade, infatti, venerdì 10 gennaio il termine per le domande di pensionamento degli insegnanti di ruolo, con decorrenza obbligatoria dal 1° settembre 2003. Con la nota ministeriale n. 496 del 30.12.98 è stato però precisato che la scadenza del 10 gennaio non si applica agli insegnanti di religione, in quanto impediti a "dimettersi" dal servizio dalla mancanza del ruolo organico. Attualmente, è compito degli uffici diocesani comunicare alla scuola l'indisponibilità dell'interessato all'insegnamento, per semplice abbandono o per revoca dell'idoneità. Ma non vi è obbligo per le diocesi di comunicare entro il 10 gennaio i pensionamenti degli idr, in vista del 1° settembre 2003. Tuttavia si può verificare che l'avvio ufficiale dei ruoli entro quest'anno faccia obbligo agli interessati di essersi "dimessi" dal servizio entro il termine, ormai scaduto, del 10 gennaio (ovviamente in accordo con la diocesi). Sarebbe pertanto auspicabile un intervento ministeriale di raccordo tra le vecchie e le nuove regole, per evitare che dai pensionamenti del 1° settembre 2003 siano esclusi i docenti di religione interessati. In mancanza, chi fosse costretto ad abbandonare l'insegnamento di religione nel periodo compreso tra l'inquadramento in ruolo nell'anno 2003 e la fine dell'anno scolastico 2004 (scadenza delle domande al 10 gennaio 2004) avrebbe a disposizione solo l'uscita, troppo lontana, del 1° settembre 2004. Altre precisazioni sono richieste riguardo alla legge 160/1955 che tuttora prevede l'età pensionabile massima di 70 anni per i docenti di religione, quali insegnanti incaricati a tempo determinato e con rinnovo annuale automatico. Il nuovo ruolo giuridico imporrà invece la cessazione dal servizio a 65 anni (o 60 per le donne) con eventuale prosecuzione per altri due anni. Lo scarto delle età dal vecchio al nuovo regime potrebbe danneggiare qualche sacerdote docente. Senza dimenticare, infine, che, in base alla prossima legge, circa 6 mila degli attuali insegnanti rimarranno comunque esclusi dai primi inquadramenti.
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