Fuga da Kabul e ritorno cercando Mariam
lunedì 10 febbraio 2014
Per la famiglia di Fadi, in Afghanistan, la vita era diventata sempre più difficile
e pericolosa. I talebani, che all’inizio avevano suscitato tante speranze di cambiamento per il Paese, avevano mostrato il loro volto estremista, oppressivo e repressivo. E ora per Habib,
il papà di Fadi, esperto di agricoltura deciso a non piegarsi al loro volere, non rimane che abbandonare la terra e il popolo per i quali era tornato dopo gli studi in America. Con gli oppositori, i talebani non sono teneri. Dunque è notte quando Habib con la moglie e i tre figli si mette in viaggio per raggiungere il confine con il Pakistan. Destinazione Stati Uniti. Ma qualcosa va storto quando si presenta il camion dei trafficanti di clandestini che a caro prezzo trasportano i fuggiaschi verso una possibile salvezza: nella confusione di decine di disgraziati che si strattonano per salire sul camion si consuma un dramma che tormenterà Fadi per lungo tempo. Il ragazzino perde la mano di
Mariam, la sorellina di sei anni che, per raccogliere la propria bambola, resta a terra. Mentre il camion si allontana a tutto gas, evitando un raid di Talebani. Inizia così la storia di Fadi e della sua famiglia raccontata in La strada per Kabul (il Battello a Vapore Piemme; 16 euro). N.H. Senzai, autrice al suo esordio, si è ispirata liberamente alla storia vera del marito fuggito dall’Afghanistan invaso dall’Unione Sovietica negli anni Settanta. Fadi, ormai in salvo negli Stati Uniti con la famiglia - in una realtà resa difficile dall’11 settembre – è tormentato dal senso di colpa per aver mancato alla responsabilità di accudire la sorellina e non smette di pensare a come tornare in Afghanistan a cercare la bambina finita chissà dove. La passione per la fotografia e l’occasione di un concorso alimentano il progetto… Dai 12 anni.
E’ un altro conflitto, più lontano nel tempo ma non meno devastante, la seconda Guerra mondiale,
quello che fa da sfondo alla storia di Leda e il Mago (edizioni Il Pepeverde; 15 euro), un
racconto di grande emozione di Ermanno Detti esaltato dalle stupende tavole di Roberto Innocenti, maestro dell’illustrazione di fama internazionale. Siamo sul Monte Amiata nel momento più cruento della guerra: è il maggio 1944. L’esercito tedesco, prima alleato dell’Italia, è diventato il nemico più temibile. In montagna i partigiani combattono la loro guerra per liberare il Paese. Nonostante abbia solo dieci anni Leda viene arruolata come staffetta partigiana. Bloccata da un manipolo di tedeschi viene salvata durante la fuga da uno strano personaggio. Un uomo, che la gente chiama Il Mago, dall’aspetto inquietante, scostante e brusco nei modi. Nella grotta in cui il Mago vive, Leda incontra Rufo, l’amico scomparso qualche giorno prima dal paese, e altri partigiani che progettano di far saltare un ponte per fermare l’avanzata dei soldati. Ma il Mago non la convince. Chi è quello stravagante ubriacone ? Forse una spia dei nazisti? Leda comincia a sospettare... Avventura, storia di crescita e grande Storia si mescolano in questo romanzo che ha il sapore di quei racconti che per anni in ogni angolo del Paese, dopo l’ultima guerra, i testimoni non si sono stancati di fare ai più giovani. Storie di violenza cieca, di oltraggi e tradimenti ma anche di lealtà e dignità e di semplici quotidiani eroismi. Da non perdere. Dai 12 anni
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