L'Onu approva i primi crediti di carbonio: fornelli efficienti e cucine "pulite" in Myanmar
Il progetto, realizzato in collaborazione con una società sudcoreana, contribuirà a raggiungere l'impegno di Corea del Sud e Myanmar a ridurre le emissioni di CO2

Nuove cucine e fornelli più green, per la salute e per l’ambiente: i crediti di carbonio possono servire anche a questo in Myanmar. Una svolta importante soprattutto in un paese dove lo “street food” e l’utilizzo di cucine alimentate da cherosene, carbone o biomassa come legna, rifiuti agricoli o letame è molto diffuso. Dove è “normale” mangiare per strada e cucinare accanto a fornelli circondati da fumi e gas nocivi per la salute di chi cucina e per l'ambiente. Ecco allora che i crediti di carbonio dell'Accordo di Parigi che consentono il commercio transfrontaliero per sostenere la riduzione delle emissioni e gli obiettivi climatici a livello mondiale, corrono in aiuto di donne e cuoche del Myanmar.
Proprio due giorni fa l’agenzia delle Nazioni Unite ha approvato infatti un progetto che viene realizzato con i primi crediti di carbonio, il “format” istituito dall'accordo di Parigi sul clima, volto a ridurre le emissioni climalteranti. Il mercato dei crediti, gestito appunto dall'Onu, consente a aziende e paesi di compensare le proprie emissioni in eccesso finanziando progetti che riducono i gas serra in altri Paesi, soprattutto quelli in via di sviluppo e con meno risorse. Il primo progetto realizzato dall’Onu riguarda proprio la distribuzione di cucine pulite in Myanmar: fornelli efficienti che riducono la pressione sulle foreste locali. Realizzato in collaborazione con una società sudcoreana, il progetto genererà crediti che conteranno per il raggiungimento degli obiettivi climatici di Corea del Sud e Myanmar. «Oltre due miliardi di persone nel mondo non hanno accesso a una cucina pulita; la cottura nociva di cibi e bevande uccide milioni di persone ogni anno. Cucinare in modo pulito protegge la salute, salva le foreste, riduce le emissioni e aiuta a dare potere a donne e ragazze, che di solito sono le più colpite dall'inquinamento atmosferico domestico», ha dichiarato Simon Stiell, segretario esecutivo delle Nazioni Unite per il Cambiamento Climatico. «Le opportunità offerte da questo “mercato del carbonio” che coinvolge tutti i Paesi sono enormi – ha aggiunto - con tutele ambientali, standard solidi e un sistema trasparente capace di garantire inclusività ed efficienza». I crediti autorizzati all'uso in Corea possono essere trasferiti a entità coreane per l'utilizzo degli stessi in base al proprio piano nazionale (Ndc, Nationally determined contributions, ndr) previsto dall'Accordo di Parigi, che definisce gli impegni di ogni Paese per ridurre le emissioni di gas serra e limitare il riscaldamento globale.
«Questo prima emissione rispetta l’applicazione puntuale delle regole stabilite dai paesi in base all'Accordo di Parigi – spiega Mkhuthazi Steleki, presidente dell’organo di supervisione del mercato di carbonio - ogni tonnellata di CO2 accreditata rappresenta effettivamente una tonnellata di CO2 ridotta che contribuisce così agli obiettivi dell'Accordo di Parigi». Ma quello tra Myanmar e Repubblica di Corea è solo il primo degli oltre 165 progetti approvati dal nuovo Meccanismo di Credito dell'Accordo di Parigi. Si tratta di attività che coprono settori come la gestione dei rifiuti, l'energia, l'industria, l'agricoltura e molto altro ancora.
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