Pagelle per i figli, ansia per i genitori

Quando arrivano i voti di fine quadrimestre forse dovremmo imparare dalle montagne: stare zitti, respirare ossigeno e lasciare scorrere la notte e il giorno senza franare
February 18, 2026
Pagelle per i figli, ansia per i genitori
Una scuola vuota / ICP
Le pagelle arrivano intorno ogni anno intorno al periodo di carnevale, forse non è un caso e potrebbe essere un'opportunità, non tanto per i bambini, quanto per i genitori. Un bel costume da montagna sarebbe l'habitus più adeguato per affrontare il rilascio delle pagelle di fine quadrimestre. Le montagne sono l'immagine più immediata se penso a un emblema di giusta distanza, solidità, accoglienza, serenità, eternità. La montagna sta, si frantuma solo in casi rari, ti accoglie sui suoi pendii coperti di prato, le sue altezze sono immerse in un'aria più ossigenata che permette di relativizzare le umane variazioni del merito.
Così dovremmo essere: fermi come una montagna, eterni e silenziosi davanti alle fluttuazioni di giudizi, voti, aspettative, amore, protezione, delusione. Quando arrivano le pagelle dobbiamo imparare dalle montagne: stare zitti, respirare ossigeno e lasciare scorrere la notte e il giorno senza franare. Sentiti montagna e respira, in silenzio. Prendi tempo, sei una montagna, ti misuri con l'eternità non con il quadrimestre.
Troppa gratificazione fa danni ma troppa critica ne fa altrettanti. Come la mettiamo con il regalo per la pagella? E' una giusta ricompensa o rischia di togliere autonomia? E la punizione: mortifica o genera desiderio di rivalsa? Che siano gli spalti di un campetto dove si svolgono le gare delle giovanili o il confronto con il giudizio del corpo docente, mi pare che lo sguardo esterno sulla nostra prole generi a volte uno stress eccessivo nell'adulto di riferimento. Eccessiva identificazione? Proiezione narcisistica? Oh sì. Ricerca di approvazione dalla società, come se la pagella valutasse il genitore più che l'adulto? Sì, sì. La psicoanalisi ha molto da dire su questo ma proviamo a rivolgerci all'antropologia che ha sempre il suo perché. Il grido comunque, da qualunque epistemologia, deve restare lo stesso: SPOSTATI! Quella piccola persona non è uno spazio da abitare con le tue aspettative e ferite da genitori, è la sua infanzia non la tua che torna. Respira, montagna.
Il biologo evoluzionista Telmo Pievani racconta di come cambia la cura parentale tra le varie società a partire da un saggio scritto dell'antropologa Sarah Blaffer Hrdy, Il tempo dei padri (Bollati Boringhieri, 2023) e da una ricerca pubblicata dal ricercatore Marc Dyble sul rapporto tra genitorialità e monogamia negli animali e negli esseri umani. L'analisi sempre illuminante del prof. Pievani è complessa e ampia, mi permetto qui di estrapolare un passaggio che mi aiuta a ragionare su come l'essere umano adulto tende a reagire quando gli tocca confrontarsi con le performance scolastiche della prole. Il cervello del cucciolo di essere umano, spiega il biologo, si sviluppa per due terzi dopo la nascita, questo richiede un lungo accudimento da parte degli individui più adulti della specie.  Questa dipendenza prolungata negli anni molto più a lungo rispetto agli altri mammiferi genera legame, vincoli e anche ahimè, proiezioni. Dobbiamo tenerne conto. Anche la montagna a modo suo si rispecchia sulla superficie dei laghi, ma sembra farlo con più stabilità emotiva. E buon Carnevale!

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