Via libera alla nuova legge elettorale. L'Italia entra in campagna elettorale, ma c'è l'incognita Consulta

La maggioranza tiene anche con il voto segreto: 227 sì, 164 no. Ecco tutte le nuove norme e i punti che potrebbero finire davanti alla Corte costituzionale. Nel centrodestra inizia la trattativa per la data del voto. Le opposizioni mostrano cartelli sulla "legge truffa"
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October 8, 2026
Il Governo schierato al momento del voto finale/ ANSA
I cartelli mostrati dalle opposizioni alla Camera con la scritta "legge truffa" / Ansa
La legge elettorale passa lo scoglio più duro, il voto segreto alla Camera: 227 sì, 164 no. La maggioranza tiene, il Governo tira un sospiro di sollievo e da oggi, di fatto, si entra in campagna elettorale. La data del voto è ancora incerta, tra FdI che vorrebbe anticipare alla prossima primavera e FI-Lega che invece chiedono di arrivare a fine legislatura, settembre 2027. Altro punto di domanda è la tenuta della legge elettorale ai possibili rilievi della Corte costituzionale su diversi punti della nuova legge. Il voto finale a Montecitorio è arrivato al termine di un confronto aspro, con le opposizioni che a scrutinio concluso hanno alzato cartelli con scritto "legge truffa" rivolti verso i banchi del Governo. Negli scorsi giorni la maggioranza aveva superato indenne anche tre voti di fiducia sui primi articoli del nuovo sistema di voto. Al Senato, invece, erano state apportate le modifiche più corpose, in speciale modo quella per introdurre le preferenze, e che invece nella prima lettura alla Camera dei deputati era stato motivo di un capitombolo del Governo e della maggioranza. Esulta Meloni, che ritiene di aver dato al Paese una legge che garantisce stabilità, mentre le opposizioni da un lato protestano e incoraggiano le iniziative per contestare la nuova legge in Consulta, dall'altro si preparano a utilizzarla.

I punti principali del testo

Proporzionale con premio - Il testo prevede un meccanismo proporzionale con premio di governabilità fisso di 70 deputati e 35 senatori a chi abbia ottenuto il miglior risultato se ha superato il 42% in entrambe le Camere. Al di sotto, o nel caso in cui Camera e Senato diano esiti elettorali diversi, si va alla distribuzione dei seggi con il proporzionale puro. La maggioranza non può andare oltre 220 deputati e 113 senatori.
Preferenze - La riforma prevede la reintroduzione delle preferenze con un meccanismo misto. Sulla scheda ci sarà una lista di 7 nomi: sotto al capolista bloccato (graficamente staccato dagli altri) ci sono altri sei nomi accanto ai quali si può mettere la propria crocetta per esprimere fino a tre scelte con alternanza di genere. I 6 nomi sotto il capolista sono messi alternando i generi, si parte dall'uomo se il capolista è donna e viceversa. Non è prevista, come invece accade nel Rosatellum, per i capilista una quota di genere 60 a 40. Mentre è previsto il rapporto 60-40 nei listoni chiusi circoscrizionali che servono per distribuire il premio di maggioranza.
Indicazione premier - Le liste e coalizioni devono indicare al momento del deposito del contrassegno il nome di chi proporranno come candidato premier al presidente della Repubblica e il programma. Nel testo si specifica la salvaguardia dell'articolo 67 della Costituzione che prevede l'assenza di vincolo di mandato e di quella dell'articolo 92 sulla prerogativa del capo dello Stato di nomina del Presidente del Consiglio.
Soglie di sbarramento - Restano, per l'ingresso delle liste in Parlamento, le soglie di sbarramento previste dal Rosatellum: al 10 per cento per le coalizioni e al 3 per cento per le liste con il ripescaggio per il migliore coalizzato.
Niente soglia per contributo al premio - Nessuna soglia è prevista per contribuire al computo ai fini della cifra elettorale nazionale e dunque del premio di maggioranza.
Firme ed esoneri - Sale da 1.500 a 6mila il numero minimo di firme per collegio che chi non è in Parlamento deve raccogliere per correre alle elezioni. Resta esentato, come previsto nella legge attuale, chi ha due gruppi in Parlamento, così come, in base a una modifica introdotta alla Camera, chi ha almeno un gruppo formatosi entro il 31 dicembre 2025, come, ad esempio Italia viva e Azione. Per chi, come +Europa o FnV ha una componente in almeno uno dei due rami del Parlamento il numero delle firme da raccogliere resta come quello attuale tra 1.500 e 2mila a collegio. Per l'Estero (dove vengono richieste tra 500 e mille sottoscrizioni di residenti nell'area) è esentato chi ha almeno un eletto in uno dei due rami.
Circoscrizioni Estero - Vengono ridotte da 4 a 2 (Europa ed extra Ue) le ripartizioni geografiche della circoscrizione Estero per la Camera e da 4 a una sola area per il Senato.
Voto fuorisede, anche per i caregiver - La riforma rende possibile il voto fuorisede nel luogo in cui si è temporaneamente domiciliati da almeno 9 mesi (tre nel caso di persone che sono fuori dal Comune per cure) iscrivendosi entro 30 giorni dalla maturazione dei requisiti e ad almeno 45 giorni dalle elezioni nell'apposito Albo. Durante la discussione in Senato questa possibilità è stata estesa ai caregiver per i familiari o figli ricoverati in una regione diversa da quella nella quale si è iscritti nelle liste elettorali. Il voto è espresso per il collegio in cui si è temporaneamente domiciliati e non per il proprio collegio di residenza.

I punti che potrebbero finire sotto la lente della Corte Costituzionale

Tra i principali, ci sono:
- l'ampiezza del premio di maggioranza, soprattutto quando la coalizione vincitrice raggiunge la soglia minima, il 42%
- l'assenza di una proporzione di genere (60-40) per i capilista bloccati, ovvero per coloro che saranno quasi certi in partenza di essere eletti parlamentari
- la grandezza del listone per il premio di maggioranza a Palazzo Madama (35 nomi), ma soprattutto il suo valore nazionale, mentre la Costituzione dice che il Senato viene eletto su base regionale
- il numero extralarge di firme che viene chiesto a chi si vuole presentare alle elezioni e non ha già un gruppo parlamentare costituito
Alla Corte costituzionale si arriverà sicuramente per iniziativa di diversi Comitati già attivi. Si ipotizza un pronunciamento a febbraio. In tema di legge elettorale, le sentenze della Corte costituzionale sono auto-applicative: non si limitano a segnalare punti da correggere o cassare, ma provvede direttamente alla loro modifica, poiché il Paese non può mai restare senza una legge elettorale in vigore.

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