Tagli alla scuola in Manovra: il Governo (in tilt) ora ci ripensa

Salvini annuncia correzioni da parte della Lega (stesso partito di Giorgetti e Valditara). Ira di Meloni per la fuga in avanti dell'alleato, ma ora anche FdI lavora a soluzioni alternative. Oggi incontro con la Cisl
Google preferred source
November 3, 2026
Tagli alla scuola in Manovra: il Governo (in tilt) ora ci ripensa
Matteo Salvini, ieri in visita all’Esposizione del ciclo e motociclo di Milano, ha criticato alcune misure della manovra / Ansa
Sembra impossibile che appena sette giorni fa Meloni, Salvini, Tajani e Giorgetti sedevano insieme in conferenza stampa, felici e sorridenti per la Manovra 2027 (il titolare del Mef un po’ meno, a dire il vero). Oggi il capo della Lega è una retta divergente, il leader di Forza Italia mette sacchi per difendere la sua trincea e a rivendicare l’impostazione della legge di Bilancio sono rimasti solo Palazzo Chigi e il Tesoro. Prevedibile, anche se i toni lasciano l’amaro in bocca alla presidente del Consiglio. A dominare il campo della polemica con gli alleati è Matteo Salvini. Il capo della Lega, partito che esprime il ministro dell’Istruzione Valditara, dice che «tecnici e parlamentari» del Carroccio interverranno per rivedere i tagli di 7mila unità agli organici della scuola, fronte caldissimo. Non solo, sull’utilizzo del “fondo pensioni” non ammette alcun piano che non sia l’uscita a 64 anni nel 2027. «Gli alleati rispettino le priorità della Lega», tuona il vicepremier e ministro delle Infrastrutture. E se queste priorità dovranno tradursi in nuove coperture, beh allora si potrà valutare, dice, l’estensione del contributo delle banche.
Fischiano le orecchie agli istituti, ma anche a Forza Italia che già deve giustificare questi interventi al mondo del credito. Ma soprattutto fischiano le orecchie a Giorgia Meloni, per motivi politici. A rispondere a Salvini, in televisione, ci va il presidente della commissione Finanza del Senato e responsabile economico di FdI, Marco Osnato: «Ha ragione Salvini... Il rispetto dei patti è sacro e in questo caso i patti sono sanciti nella legge di Bilancio». Si prova a mordere il freno delle polemiche, ma il mix di imbarazzo e ira si respira nei palazzi romani. Ai vertici di FdI, la strategia di Salvini viene giudicata non solo sbagliata, ma anche inefficace, perché negli anni questa andatura altalentante verso il Governo non ha giovato alla Lega stessa, si osserva. E nella prospettiva di urne a maggio, può solo restituire l’immagine di una coalizione più lacerata.
Intanto nel concreto il tema della scuola va risolto. FdI aveva trovato una sua narrazione, tra calo demografico e precedenti tagli con la firma del centrosinistra. Ma le uscite di Salvini hanno creato una sorta di obbligo a correggere le norme. La Cisl, tra le più combattive a chiedere una correzione - su questo punto e su quello delle rivalutazioni delle pensioni cinque volte oltre la minima - ha già incontrato Forza Italia, e oggi vedrà i responsabili parlamentari ed economici di Fratelli d’Italia. Il malumore della confederazione sarà certamente arrivato all’orecchio del sottosegretario ed ex leader cislino Luigi Sbarra. Insomma ora sulla scuola una pezza va messa.
Idem sulle rivalutazioni. Qui combatte anche Tajani, chiedendo di rimodulare il taglio degli adeguamenti degli assegni che superano di cinque volte il trattamento minimo. Ma con quali soldi compensare? Salvini, che pure è d’accordo, dice «le banche». Gli istituti sono davvero sul punto di affrontare muso a muso il Governo, ricordando l’accordo dell’anno scorso cui si è cumulato il nuovo intervento per il 2027. E allora, tra le ipotesi tradizionali di incasso, non poteva che spuntare qualche condono. L’ipotesi è una riapertura della sanatoria-Berlusconi del 2003 sulla casa, ma in serata FdI, sentendo già salire il polverone, precisa che l’intervento sarebbe circoscritto alla Campania, che 23 anni fa non utilizzò quella finestra. Ma questo fa capire quanto sia già aperta una seconda caccia alle risorse, che potrebbe essere alleviata solo da una extra-flessibilità concessa dall’Ue (importante in questo senso l’Ecofin della prossima settimana). Intanto tra governatori che oggi si riuniscono in seduta straordinaria per affrontare il nodo delle risorse alla sanità, e malumori che fioccano dai corpi intermedi, la vita reale colpisce duro: a ottobre le bollette del gas sono aumentate del 9,1% per i soggetto vulnerabili, informa l’Arera. Forse anche per questo motivo la manovra si è trovata di colpo ad essere “senza genitori”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire