Zanardi, l'omaggio al campione che ci ha insegnato a ripartire

Per celebrare il pilota, l’atleta paralimpico e soprattutto l’uomo capace di trasformare le prove più dure in nuove opportunità, BMW Italia ha realizzato una M3 in esemplare unico
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November 2, 2026
Zanardi, l'omaggio al campione che ci ha insegnato a ripartire
Alex Zanardi, scomparso l'1 maggio di quest'anno
Ci sono automobili che celebrano un anniversario e altre che finiscono per raccontare una persona. La BMW M3 realizzata in esemplare unico per i 60 anni che Alex Zanardi avrebbe compiuto il 23 ottobre appartiene decisamente alla seconda categoria. Anche perché, guardandola, viene quasi naturale dimenticarsi della macchina e pensare a lui. Al pilota, certo, ma soprattutto a tutto quello che è venuto dopo.
BMW Italia ha voluto ricordare così un uomo che per oltre vent’anni è stato molto più di un Brand Ambassador. La M3 “Tribute to Alex Zanardi”, nata insieme allo studio BorromeoDeSilva, indossa i colori della tradizione sportiva BMW M e porta sulla carrozzeria anche un ananas. Non un vezzo grafico, ma il portafortuna di Alex, diventato quasi una firma: un piccolo simbolo di quella sua capacità di affrontare perfino le cose più serie senza rinunciare al sorriso.
La M3 realizzata in memoria di Alex Zanardi
La M3 realizzata in memoria di Alex Zanardi
Del resto raccontare Zanardi soltanto attraverso ciò che ha vinto sarebbe semplice, ma anche profondamente riduttivo. Due titoli CART negli Stati Uniti, le corse con BMW, le vittorie nel Turismo e poi, dopo l’incidente del Lausitzring del 2001 e l’amputazione di entrambe le gambe, il ritorno al volante. Basterebbe già questo per costruire la storia di uno sportivo fuori dal comune. E invece Zanardi fece qualcosa di diverso. Non tornò semplicemente quello di prima: diventò un’altra cosa. Si mise su un’handbike e ricominciò a vincere, arrivando agli ori paralimpici di Londra e Rio e ai titoli mondiali. Affrontò Ironman e maratone. Ma soprattutto riuscì progressivamente a spostare l’attenzione dal proprio limite alle possibilità degli altri.
È probabilmente questo il ricordo più forte che ha lasciato. Zanardi non negava la difficoltà, e non fingeva che bastasse volerlo per superare qualsiasi ostacolo. Aveva però un talento rarissimo nel cambiare prospettiva. Diceva di essere stato convinto, dopo aver perso le gambe, che dentro ciò che gli era accaduto avrebbe trovato anche qualcosa di positivo. E aggiungeva, semplicemente: «L’ho trovato».
Da lì sono nate anche esperienze che sono andate molto oltre lo sport. La Fondazione Bimbingamba per aiutare bambini e ragazzi amputati, Obiettivo3 per avvicinare le persone con disabilità all’attività sportiva e il contributo dato alla crescita di SpecialMente, il programma di responsabilità sociale di BMW Italia dedicato all’inclusione e alle fragilità. Perché la sua vera specialità, alla fine, sembrava essere diventata quella di trasformare un’esperienza personale in qualcosa di utile agli altri.
«Alex ci ha insegnato che non siamo definiti da ciò che ci accade, ma da ciò che scegliamo di fare con ciò che abbiamo», ha ricordato Sergio Solero, presidente e amministratore delegato di BMW Italia. Nella sede italiana del marchio ora c’è anche un pannello permanente che lo definisce «il più grande modello che abbiamo mai avuto». Una frase pubblicitaria, forse. Ma questa volta sorprendentemente giusta.
La M3 costruita per lui rimarrà un pezzo unico. Molto meno unica, si spera, sarà invece la lezione che Zanardi ha lasciato: non quella un po’ facile dell’eroe che non si arrende mai, ma quella assai più umana di chi ha saputo prendere ciò che la vita gli aveva lasciato e farne moltissimo. Anche per gli altri.

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