Referendum: il No ha vinto con il 54%

A totalità delle sezioni scrutinate il No al 53,74% e il Sì al 46,26%. Affluenza record al 59%. Meloni: «Andiamo avanti. Onoreremo il mandato». Schlein: Meloni ascolti gli italiani
March 23, 2026
Referendum: il No ha vinto con il 54%
La scheda di voto. Foto Ansa/Fabio Cimaglia
Vittoria chiara del No al referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia. Un risultato già chiaro dai primi instant poll di tutti gli istituti di rilevazione che hanno dato sempre il No oltre il 50%. Alla fine dello scrutinio, i Sì sono stati il 46,26% e il No al 53,74%. Al di là del risultato finale, un dato significativo è l'affluenza molto alta (la più alta di un referendum su due giorni) che già ieri sera alle 23 era del 46%, arrivato al 59% a urne chiuse. La premier interviene in un videomessaggio: «Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione». Replica della leader del Pd Elly Schlein: «Messaggio chiaro per Meloni, ascolti gli italiani. E messaggio anche per noi: Il Paese chiede una alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla».
36 minuti fa

Schlein: vittoria al di là di ogni aspettativa

«Vittoria al di la di ogni aspettativa. Sono più gli elettori di destra che hanno votato no che non il contrario - sottolinea la leader del Pd Elly Schlein arrivando tra gli applausi nella sede del partito - Abbiamo vinto, una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata. Una vittoria ancora più bella, perché partivamo da una sconfitta annunciata, invece abbiamo ribaltato quell'esito. Hanno fatto la differenza i giovani, nonostante non potessero votare i fuorisede». Questo, prosegue, è un messaggio politico chiaro per Meloni, ora ascolti il Paese e le sue priorità. È anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa».
circa un'ora fa

Tajani: «Ci inchiniamo a volontà del popolo»

«Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l'importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l'Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto. Per il governo non cambia nulla, ma ora basta toni da guerra civile. Tuttavia la riforma della giustizia resta sul tavolo, non ci rinunceremo. Il voto sul governo sarà l'anno prossimo alla scadenza della legislatura e allora, non oggi, gli italiani decideranno se abbiamo lavorato bene o male. E di sicuro troveranno ancora una volta insieme Forza Italia con le altre forze del centro-destra», commenta così i riusltati del referendum il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani.
circa un'ora fa

Gratteri: la vittoria del no è segnale forte e chiaro

«La vittoria del No al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco principi fondamentali. È stata una scelta consapevole, in difesa della Costituzione e dell'equilibrio delle istituzioni - dice il procuratore di Napoli Gratteri - Non è un rifiuto al cambiamento, ma di un metodo. La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e migliorarne il funzionamento, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie. Le riforme sono necessarie, ma vanno costruite con responsabilità e rispetto dei diritti».
circa un'ora fa

Fratoianni: risultato politico. Ora cambia musica

«Abbiamo visto crescere un'onda, hai voglia a dire che il risultato non è politico. È un dato clamoroso. La prima cosa da dire, lo dico a Elly Schlein e Giuseppe Conte, quando governeremo l Costituzione non cercheremo di cambiarla ma di applicarla. La destra voleva stravolgere il sistema delle garanzie, gli è andata male. Da qui in avanti cambia la musica», dice Nicola Fratoianni commentando i dati del referendum. «Chi si è schierato per il si' ha commesso un errore clamoroso, nel merito e dal punto di vista politico», aggiunge.
circa un'ora fa

Nordio: non attribuiamo a voto significato politico

«Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessita' di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano», dichiara il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in merito al risultato del referendum. «Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidita' della nostra democrazia», aggiunge.
circa un'ora fa

Con l'80% delle sezioni scrutinate il No è al 54%

Quando si è in dirittura d'arrivo sullo scrutinio finale, con l'80% delle sezioni che ha concluso lo spoglio, il No è al 53,93% e il Sì al 46,11%. Confermata l'affluenza record che si ferma al 59%
circa un'ora fa

Grosso: italiani hanno premiato la nostra sincerità

«Abbiamo trattato gli elettori da adulti e gli elettori hanno saputo rispondere da persone adulte», così il presidente del Comitato Giusto Dire No Enrico Grosso, alla luce della vittoria del No al referendum. «Siamo molto soddisfatti del risultato e che il nostro messaggio sia stato capito - ha sottolineato - La maggioranza degli italiani ci ha premiato per la nostra sincerità».
circa 2 ore fa

Meloni: andiamo avanti per onorare mandato

«Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l'Italia». Così la premier Giorgia Meloni pubblicando un videomessaggio sui social dopo i risultati del voto. «Resta chiaramente il rammarico - aggiunge parlando all'aperto, con una siepe alle spalle - per un'occasione persa di modernizzare l'Italia ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l'Italia e verso il suo popolo».
circa 2 ore fa

Landini: nuova primavera per il Paese

Si è dimostrato che la Costituzione non va cambiata, non va stravolta, ma va applicata. È un messaggio di unità. Visto questo bellissimo risultato, questa bellissima giornata, noi pensiamo che sia anche utile dire a tutti quelli che vogliono festeggiare con noi che verso le 18-18.30 possiamo ritrovarci a piazza Barberini. È cominciata una nuova primavera nel nostro Paese», così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal Comitato società civile per il no al referendum riunito al Centro congressi Frentani a Roma, sottolineando «la grandissima partecipazione al voto» e «la difesa dell'autonomia e dell'indipendeza della magistratura».
circa 2 ore fa

Lupi: il governo va avanti

«Mi sembra che in base a questo dato, anche con un'ampia partecipazione, la maggioranza degli italiani, rispetto ad un cambiamento o alla paura del cambiamento o a conservare le cose anche se non funzionano, scelga la seconda strada. Non credo che ci siano delle conseguenze politiche per il Governo, ma delle riflessioni per spingerci ad andare avanti per cambiare l'Italia», ha affermato il presidente di Noi noderati, Maurizio Lupi, commentando il risultato del referendum costituzionale.
circa 2 ore fa

Zanon: «Ce l'abbiamo messa tutta, no rimpianti»

«Credo che, in termini di analisi, alle quattro del pomeriggio di una giornata così complicata, difficilmente possiamo andare oltre nel dire che ce l'abbiamo messa tutta», è il commento del presidente del Comitato "Si' Riforma" Nicolò Zanon, secondo il quale «alcune battaglie sui diritti dei cittadini andranno riprese in altra forma, vedremo come. Però - ha aggiunto - nessun rimpianto e nessuna critica anche al modo molto generoso con cui abbiamo condotto noi la nostra battaglia».
circa 2 ore fa

Renzi: ora Meloni prenda atto e ascolti il popolo

«Quando il popolo parla, cara Meloni, devi ascoltare. Io non voglio suggerire a Meloni cosa fare lei, ma so che cosa si prova quando si perde un referendum costituzionale», dice il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. «Quando ho perso il referendum io ho perso tutto, ho lasciato tutto - ricorda - Meloni farà quello che crede ma per prendere atto di un referendum costituzionale ci vuole coraggio. Se non ascolti la voce del popolo è da Don Abbondio. Perdere e dire "non era la nostra legge", dopo che hai occupato tutte le trasmissioni televisive, tutte, perfino andando da Fedez. Quando il popolo parla, il palazzo deve ascoltare».
circa 2 ore fa

A 10mila sezioni scrutinate il No in vantaggio al 54%

Primi dati definitivi diffusi su Eligendo. Quando sono state scrutinate 10mila sezioni su 61mila si allarga la forbice nel risultato con il No che supera di poco il 54% e il Sì che si ferma al 45%.
circa 2 ore fa

Bachelet: vittoria come quella della lotta partigiana

«Sembra proprio che il no abbia vinto, io sono molto contento» di questa «battaglia per la difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura». Sono contento - ha aggiunto Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No - e «penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica e non per noi ma anche per tutti quelli del Si, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il no». 
circa 2 ore fa

Conte: «Ce l'abbiamo fatta!»

«Ce l'abbiamo fatta! Viva la Costituzione!», non nasconde la sua soddisfazione il leader del M5s Giuseppe Conte che interviene tra i primi leader di partito usando i social, in particolare X
circa 3 ore fa

Prima proiezione Opinio-Rai, il No in vantaggio al 53,1%, il Sì al 46,9%

Prime proiezioni su dati reali di Opinio Rai, il Sì si ferma al 46,9% e il No al 53,1%. Affluenza record al 59%
circa 3 ore fa

Parodi si è dimesso da presidente dell'Anm

Cesare Parodi, si è dimesso dalla carica di presidente dell'Associazione nazionale magistrati. A quanti si apprende la decisione è stata giustificata da "motivi personali e familiari". Parodi ha comunicato pochi minuti prima delle 15 la decisione al Comitato direttivo centrale dell'associazione. «Le dimissioni decise sabato per gravi motivi familiari - spiega - e assolutamente non legate al referendum».

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