La cintura di sicurezza ha 70 anni. E una bella storia da raccontare

Inventata da Volvo, secondo le statistiche ha salvato la vita ad almeno 1 milione di automobilisti. Le tappe che l'hanno resa obbligatoria e le novità di quella multi-adattiva
March 22, 2026
La cintura di sicurezza ha 70 anni. E una bella storia da raccontare
La cintura di sicurezza in auto, invenzione di un ingegnere aeronautico svedese, Nils Bohlin
Secondo le statistiche, senza la cintura di sicurezza in automobile avremmo almeno 1 milione di morti in più da quando è stata introdotta. Numeri difficilmente calcolabili con precisione, ma sembra quasi impossibile che sino agli anni ’70, i costruttori non erano obbligati a montarle sulle auto di serie. In Italia, per esempio, solo nel 1976 viene introdotto l’obbligo di dotare tutte le vetture nuove degli attacchi per le cinture di sicurezza, ma è solo la legge 111, dell'11 aprile 1988, che ne rende obbligatorio l’uso sui sedili anteriori, a fronte di sanzioni economiche per gli inadempienti. Nel 2003, con la “patente a punti”, si aggiunge anche la decurtazione di cinque punti, infine dal 2006 diventa obbligatorio usarla anche sui sedili posteriori. Detto questo, se c’è una Casa automobilistica che sul tema ha dato un contributo fondamentale per l’intero automotive, quella è Volvo.
Perché, a parte singoli esperimenti persino nel XIX secolo – il primo brevetto, in America, risale al 1885 – fu la Casa svedese a cercare di portare il concetto della cintura di sicurezza (già presente sulle auto da corsa) nella produzione di serie 70 anni fa. Nel 1956, sul prototipo della Volvo Amazon (conosciuta in alcuni mercati come Volvo 120 Series) infatti apparve per la prima volta una cintura diagonale a due punti, posizionata sul torace. Merito di un ingegnere aeronautico svedese, Nils Bohlin, che comprese quanto fosse importante che conducente e passeggeri, in caso di urto, non venissero catapultati violentemente in avanti.
Dopo anni di studi, nel 1958 arriva la cintura di sicurezza a tre punti, registrata con brevetto libero in modo tale da renderla utilizzabile senza costi aggiuntivi anche da altre case automobilistiche. La Volvo la monta di serie dapprima sulla PV544, auto prodotta a partire dal 1959, e successivamente, dal 1963, la estende a tutta la propria gamma in produzione. Nel 1968 le cinture di sicurezza diventano avvolgibili, in grado di bloccarsi in caso di incidente; nel 1991 si aggiunge la possibilità di regolare la cintura in altezza e l'anno dopo i pretensionatori, che in caso di impatto bloccano le cinture, mantenendo il corpo saldamente assicurato al sedile. Il più è fatto, non a caso ancora oggi la struttura fondamentale di una cintura è quella degli Anni ’90, perfezionata in più punti.
Oggi, a 70 anni di distanza da quei primi esperimenti, Volvo continua a essere leader indiscusso nel campo della sicurezza. La nuova EX60, Suv di medie dimensioni completamente elettrico presentato a gennaio e con produzione avviata nel corso dell'anno, introduce la cintura di sicurezza multi-adattiva: un sistema di ultima generazione che sfrutta dati in tempo reale provenienti da sensori avanzati interni ed esterni all'abitacolo. A differenza delle cinture tradizionali a pretensionamento standard, la nuova tecnologia è in grado di personalizzare la protezione in base a molteplici variabili: l'altezza e il peso dell'occupante, la posizione di seduta, le caratteristiche del singolo passeggero e il tipo di impatto rilevato. Il sistema regola così dinamicamente la tensione e il comportamento della cintura, offrendo un livello di protezione ottimizzato per ogni scenario di incidente e per ogni corporatura. Impensabile in quel 1956, ma senza la prima idea Volvo non saremmo arrivati qui.

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