L'hantavirus sta diventando un caso globale. La caccia ai passeggeri sbarcati senza controlli

La nave da crociera in cui è scoppiato un focolaio del virus dei topi è in navigazione verso le Canarie, dove 23 persone saranno fatte scendere e messe in quarantena. Altrettanti passeggeri però erano già scesi autonomamente
May 7, 2026
L'hantavirus sta diventando un caso globale. La caccia ai passeggeri sbarcati senza controlli
La nave da crociera in cui è scoppiata l'epidemia da Hantavirus/ REUTERS
La nave da crociera MV Hondius, con a bordo 23 passeggeri di diversa nazionalità (non italiani) e membri dell'equipaggio in quarantena a causa di un'epidemia di hantavirus, è salpata da Praia Bay, Capo Verde, alle 17:15 GMT alla volta di Tenerife,  nel porto di Granadilla de Abona, nelle Isole Canarie spagnole, dove arriverà sabato, e dove, all'inizio della prossima settimana, i passeggeri saranno evacuati, secondo quanto annunciato dalla ministra spagnola della Sanità, Monica Garcia. Passeggeri che saranno sottoposti alla quarantena in ospedale. Tre le persone morte in seguito al focolaio scoppiato a bordo: due coniugi olandesi e un cittadino tedesco. Mentre un cittadino britannico è stato invece ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg, e «due membri dell'equipaggio presentano sintomi respiratori acuti, uno lievi e l'altro (i medico di bordo) gravi», già evacuati e traferiti in ospedale. Quindi tre contagiati (uno di loro asintomatico) confermati dai test in laboratorio, a cui si aggiungono però almeno otto casi sospetti, e decine di passeggeri da rintracciare. Sulla nave da crociera, a seguire la migrazione primaverile degli uccelli marini nella Terra del Fuoco e in Antartide, sono passate 143 persone ed ora si sta cercando di rintracciare chi è sbarcato autonomamente nelle varie soste durante la navigazione. 
Tra gli sbarcati senza aver fatto i controlli sanitari un gruppo di  23 i passeggeri scesi lo scorso 21 aprile sull'isola di Sant'Elena, nell'Atlantico meridionale, che hanno fatto rientro nei rispettivi Paesi, nonostante il focolaio fosse già scoppiato a bordo, secondo quanto ha riferito un passeggero della stessa nave. Ciò è avvenuto almeno due settimane dopo che, il 6 aprile, il primo passeggero olandese, di 70 anni aveva manifestato i primi sintomi dell'infezione - difficoltà respiratorie - che lo avrebbero portato alla morte cinque giorni dopo. Dopo altri due giorni è deceduta la moglie, dopo essere sbarcata e aver tentato d'imbarcarsi su un volo da Johannesburg ad Amsterdam e siamo al 13 di aprile. Mentre il test microbiologico sul primo deceduto è stato fatto il 24 aprile, quando la nave ha attraccato a Sant'Elena e quando il gruppo dei 23 passeggeri era già sbarcato da due giorni. Almeno uno di loro, sempre secondo il racconto di un altro passeggero, sarebbe stato infettato dal virus dei roditori, che aveva causato il decesso di una coppia di passeggeri olandesi. Si tratta dell'uomo che è poi stato ricoverato mercoledì in un ospedale in Svizzera. Nel frattempo, il 2 maggio è morto anche il terzo passeggero, un 69enne tedesco. E soltanto negli ultimi tre giorni l'Organizzazione Mondiale della Salute avrebbe iniziato a contattare le persone sbarcate, una circostanza che solleva interrogativi sulla gestione iniziale del tracciamento.  L'Hantavirus comprende infezioni virali di diversa gravità, trasmesse all'uomo dai roditori, selvatici e domestici. L'Oms ha confermato che il focolaio è legato al virus del ceppo andino, l'unica variante del virus trasmissibile tra esseri umani.  
Nel frattempo altri tre operatori sanitari sono saliti a bordo della nave «per garantire un'assistenza medica ottimale durante la traversata», ha dichiarato l'operatore turistico Oceanwide Expeditions in un comunicato stampa. Attualmente la nave ha superato l'arcipelago di Capo Verde, secondo il sito di monitoraggio marittimo Marine Traffic. «Tutti i passeggeri rimarranno a bordo della nave da crociera fino all'arrivo» degli aerei incaricati del loro rimpatrio, ha dichiarato il ministero dell'Interno spagnolo. La nave dovrebbe attraccare sabato al porto di Granadilla, sull'isola di Tenerife, nonostante l'opposizione delle autorità locali. «Sarà predisposto un piano congiunto di valutazione sanitaria ed evacuazione per rimpatriare tutti i passeggeri, a meno che le loro condizioni di salute non lo impediscano», ha sottolineato il ministro della Salute spagnolo Monica Garcia Gomez. I paesi dell'Ue sono responsabili dei propri cittadini, eventualmente con l'assistenza della Commissione europea. La Commissione sta infatti organizzando una riunione di follow-up del Comitato per la sicurezza sanitaria il 7 maggio con i paesi dell'UE/SEE i cui cittadini si trovano a bordo della nave e dovrebbero essere rimpatriati. Lo ha detto a un gruppo ristretto di agenzie la portavoce della Commissione Ue per la Salute, Eva Hrncirova. «La situazione è attentamente monitorata e l'attuale valutazione preliminare indica un basso rischio per la popolazione generale. La salvaguardia della salute pubblica rimane la nostra assoluta priorità. - ha proseguito la portavoce - Rimaniamo vigili, monitoriamo attentamente la situazione e lavoriamo in stretto coordinamento con tutte le autorità degli Stati membri interessati, l'OMS e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), per garantire una risposta rapida ed efficace in ogni fase». La Commissione è stata in stretto contatto con le autorità spagnole, che hanno attivato il meccanismo di protezione civile dell'UE.  Mentre l'evacuazione dei passeggeri extra-Ue è ancora in fase di pianificazione. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e Oceanwide,  le persone contagiate «sono in condizioni stabili e uno di loro è asintomatico», ha affermato Ann Lindstrand, rappresentante dell'Oms a Capo Verde. L'operazione sanitaria per il trasferimento ad Amsterdam di due evacuati a bordo di un aereo ambulanza si è conclusa nella notte tra mercoledì e giovedì. Secondo fonti del ministero della Sanità spagnolo, i due passeggeri sono stati trasferiti con un altro aereo, diverso da quello rimasto sull'isola spagnola, e poi ripartito dalle Canarie verso Amsterdam. Il primo aereo, senza passeggeri a bordo e con il solo equipaggio, è a sua volta ripartito, facendo uno scalo tecnico a Valenzia per rifornimento, per poi proseguire con destinazione Rotterdam. Mercoledì sera era già arrivato ad Amsterdam l'altro aereo ambulanza usato per la evacuazione del terzo passeggero contagiato. 
Secondo le autorità argentine, che indagano sull'origine del focolaio, ricostruendo l'itinerario dei due passeggeri deceduti, la causa sarebbe compatibile con un contagio contratto in una delle zone endemiche del ceppo andino. I due coniugi avevano infatti viaggiato tra Cile, Uruguay e Argentina prima di imbarcarsi sulla nave da crociera. La coppia, era arrivata in Argentina il 27 novembre 2025, si era recata in Cile e Uruguay ed era rientrata nuovamente in Argentina lo scorso 27 marzo. Successivamente, il 1° aprile, si era imbarcata sulla Mv Hondius. Il ministero della Salute argentino ha sottolineato che «squadre tecniche dell'Istituto Malbrán si recheranno a Ushuaia per condurre operazioni di cattura e analisi di roditori nelle aree collegate agli spostamenti dei casi e per rilevare l'eventuale presenza del virus in serbatoi naturali». Per le autorità sanitarie del paese, «è importante sottolineare che, sebbene non sia confermato che l'infezione si sia verificata in Argentina, la Terra del Fuoco non ha registrato alcun caso di Hantavirus da quando è iniziata la segnalazione obbligatoria dell'evento«.  Sempre secondo quanto riferiscono le autorità sanitarie, l'itinerario ha incluso anche l'ingresso il 31 gennaio nella provincia di Neuquén, una delle zone endemiche del ceppo andino, e un'altra visita in Cile 12 giorni dopo.

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