Referendum: il No ha vinto con il 53%

di Giuseppe Muolo, Roma
A totalità delle sezioni scrutinate il No al 53,3% e il Sì al 46,7%. Affluenza record al 59%. Meloni: «Andiamo avanti. Onoreremo il mandato». Schlein-Conte: il Paese vuole l'alternativa, pronti alle primarie
March 23, 2026
Referendum: il No ha vinto con il 53%
La scheda di voto. Foto Ansa/Fabio Cimaglia
Gli elettori sono rimasti con il fiato sospeso solo per poco più di un’ora. I primissimi instant poll hanno subito dato in vantaggio il No. Ma non con l’ampia distanza che poi ha decretato la vittoria (53,3% contro il 46,7%, aggregando in serata i dati di Italia ed estero). La forbice iniziale lasciava spazio a una possibile rimonta. E infatti, subito dopo la chiusura delle urne, per un po’ rimane in piedi l’ipotesi di un testa a testa più combattuto. La tensione non risparmia nessuno dei due schieramenti. Alla sede di Libera di Roma, per seguire lo scrutinio, si presentano il presidente onorario del Comitato “Giusto dire No”, Enrico Grosso e il presidente esecutivo Antonio Diella. Mentre Forza Italia si riunisce nella Sala Colletti del palazzo dei Gruppi parlamentari, dove arriva anche il vicepremier Tajani. In casa azzurra il clima è di cauto ottimismo. A Milano, invece, al primo piano del Palazzo di Giustizia, nella sede della sezione cittadina dell’Anm, decine di magistrati assistono allo spoglio incollati a un televisore. Ai primi exit poll scoppia un grande applauso. «Ma aspettiamo, è presto», dice qualcuno. In realtà, non è così. Passano pochi minuti, infatti, e l’account di Youtrend si sbilancia su X: «Vittoria del No: con 20.932 sezioni su 61.533 il vantaggio è ormai incolmabile». Gioco, partita, incontro. Tra i primi a parlare, è il presidente del comitato Sì Riforma Nicolò Zanon, che ammette la sconfitta. «Ce l'abbiamo messa tutta - dice -, nessun rimpianto». Il Sì prevale solo in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Esulta il leader del M5s Giuseppe Conte. «Ce l'abbiamo fatta! Viva la Costituzione!», scrive sui social. Matteo Renzi parla di «sconfitta sonora del Governo» e spinge sulla necessità delle primarie del campo largo. Mentre per Grosso, «ha vinto la Costituzione italiana» e «ha perso chi voleva affievolire l'indipendenza delle toghe». Intanto, nella sala dell’Anm del Tribunale di Napoli, i magistrati festeggiano brindando con lo champagne e intonando “Bella ciao”. Su di giri anche il segretario della Cgil Maurizio Landini, che chiama tutti a raccolta a piazza Barberini a Roma. Che, nonostante la pioggia, si riempie. Arrivano anche Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni. Ma non Renzi. La segretaria del Pd, che alla fine della manifestazione annuncia un corteo verso piazza del Popolo, sottolinea che «c’è già una maggioranza alternativa al Governo» e apre alla sua candidatura per le primarie del campo largo. Mentre il leader pentastellato, che accoglie anche lui l’invito di Renzi, per adesso non si sbilancia: «È presto», dice della propria candidatura.
Tanti i presenti - tra cui numerosi giovani - che espongono striscioni («Viva l’Italia che resiste») e intonano cori contro Meloni, invitandola ad «andare a casa». Nel pomeriggio, la premier aveva pubblicato un video in cui ribadiva la volontà di «andare avanti», rispettando allo stesso tempo «la decisione degli italiani». Sullo stesso registro, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che prende «atto con rispetto della decisione del popolo sovrano» E sottolinea: «Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma». Ma «non è nostra intenzione attribuire a questo voto un significato politico». Al di là di tutto, resta sicuramente il ritorno alle urne dei giovani e la grande sorpresa della maxi-affluenza al voto, pari al 58,93%, concentrata al Centro, al Nord e nelle grandi città. La seconda più alta nella storia dei referendum costituzionali e la nona in generale su 23 tornate referendarie dal 1946 a oggi. Questa, di certo, una buona notizia.

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