Lo "scarroccio a destra" della Lega, l'incognita Vannacci e il temporeggiatore Salvini
Il simbolo depositato dal "generale" agita le acque nel partito, insieme al caso della conferenza (in programma alla Camera) con esponenti di Casapound e di altri movimenti estremi. Le opposizioni insorgono, ma la "moral suasion" di Fontana non viene ascoltata

«Lo vedrò quando ritengo di vederlo, è già tutto fissato. E sarete gli ultimi a saperlo...». Risponde in modo asciutto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ai cronisti che gli chiedono lumi sull’incontro chiarificatore col vicesegretario Roberto Vannacci. Un faccia a faccia resosi necessario, dopo l’ultima mossa dell’ex generale, che giorni fa ha depositato il marchio «Futuro nazionale», destinato a proprie iniziative, anche politiche. «Un logo come tanti altri», minimizza Salvini, che prende tempo. Ma la mossa agita le acque in via Bellerio, con diversi big - che già avevano mal digerito la nomina di Vannacci a numero due - preoccupati di un eventuale scarroccio a destra della nave del Carroccio.
Lo slittamento a destra
e il caso «Remigrazione»
Ad accrescere le sofferenze leghiste concorre pure il caso politico di giornata: una conferenza stampa del Comitato «Remigrazione e riconquista» organizzata dal deputato leghista Domenico Furgiuele, in programma venerdì alle 11.30 alla Camera e alla quale, secondo le opposizioni, sono attesi esponenti «di organizzazioni dichiaratamente neofasciste come CasaPound, Forza Nuova, fronteskins e altre sigle dell'estrema destra neofascista». Un oltraggio alla «memoria dei padri costituenti», lamentano la capogruppo del Pd Chiara Braga («No alla conferenza stampa con estremisti fascisti, il capogruppo della Lega Molinari intervenga», protesta), i deputati di M5s e Angelo Bonelli di Avs, chiedendo al presidente della Camera Lorenzo Fontana di intervenire. A sera, arriva la sua risposta: «Ritengo inopportuna la conferenza stampa. Spero che il deputato ci ripensi - fa sapere Fontana -. Ho fatto quanto era nelle mie possibilità in questi giorni». Il suo è un «appello alla responsabilità e al rispetto delle istituzioni» perché «come già precisato, in questa e in precedenti legislature, la responsabilità di contenuti e ospiti delle conferenze stampa è unicamente in capo ai parlamentari proponenti». Ma il partito non interviene e la moral suasion di Fontana non funziona. Poco prima delle 20, Furgiuele risponde picche: «Il presidente della Camera fa il suo mestiere, non mi ha mai fatto sconti, è mio amico e, in passato, mi ha dato dei giorni di sospensione - premette -. Questa è una mia iniziativa: quella di ascoltare dei cittadini. Non mi piego per una Braga di turno, né a un centrosinistra che si riempie la bocca di democrazia salvo poi spaventarsi di fronte alle iniziative dei cittadini». Quindi la conferenza si farà? La replica è netta: «Sì». Se dunque nella notte la decisione non cambierà, è facile presagire un clima teso a Montecitorio, per via del muro contro muro fra il deputato leghista da un lato e le opposizioni dall’altro, convinte che quel convegno non s’ha da fare.
L’ex generale
che non si accontenta
Nel frattempo, il vicesegretario non scopre le carte. Un sondaggio dicembrino, commissionato in ambienti vannacciani, ipotizzava per un nuovo partito a destra del Carroccio una presunta dote di consensi fra il 2,6 e il 5,8%. Ma, intervistato dal Corriere della Sera, lo stesso Vannacci alza il tiro: «Non sono un tipo che si accontenta. Punto in alto. Voglio di più: il sei, il dieci, il quindici, il venti per cento...». E il nuovo simbolo registrato rappresenta un partito? «Soltanto un simbolo. A oggi». Salvini lo sapeva? «Non ho l’abitudine di comunicare a Salvini quante volte mi alleno e cosa mangio», è la risposta. E con gli altri “generali” leghisti in quali rapporti è?: « Zaia non è il mio benchmark. Non ci sentiamo in quanto non abbiamo avuto modo di conoscerci. Per la verità, con più dirigenti della Lega non ho rapporti. Mentre con Salvini ho un rapporto sincero e ci vedremo a breve».
Fontana e «l’anomalia»
Un “dire e non dire” che accresce i malumori ai piani alti del Carroccio. Per il governatore della Lombardia Attilio Fontana, Vannacci «è una anomalia». Come Durigon, aggiunge, «penso che in un partito, se ci sono impostazioni diverse, possono essere un arricchimento. Ma creare circoli, fare le manifestazioni al di fuori del partito, presentare e depositare un nuovo logo, fare un nuovo sito è un’anomalia». Quindi lancia la palla a Salvini: «Sono valutazioni che farà il segretario».
Salvini il temporeggiatore
Tuttavia, il numero uno del Carroccio non pare aver fretta: «Ci sono Olimpiadi, cantieri ferroviari. L’ultima delle mie preoccupazioni sono problemi e litigi - glissa Salvini - . Ci vediamo con calma, chiariamo tutto, ma è un problema per i giornalisti, non per gli italiani e non per la Lega» in cui da sempre «c’è spazio per sensibilità diverse».
Tre addii al «Mondo
al contrario»
Intanto, nel movimento vannacciano, «Mondo al contrario» non tutto è rose e fiori. Tre responsabili dei team di Milano, Varese e Verona vanno via, lamentando il «caos» organizzativo e il «bluff» politico di una «dirigenza chiusa in se stessa, scollegata dalla base», interessata solo «a organizzare incontri pubblici a pagamento». Tre porte sbattute, insomma, in attesa di capire se proprio Vannacci intenda chiuderne un’altra e aprire un portone, a destra del partito di cui è al momento uno dei massimi dirigenti.
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