Dal Cipess via libera a 136,5 miliardi di euro per il Fondo sanitario

Approvati provvedimenti in materia di salute, ambiente, Sisma Abruzzo 2009 e politiche di coesione. Previste assunzioni di medici e infermieri
January 29, 2026
Dal Cipess via libera a 136,5 miliardi di euro per il Fondo sanitario
I sottosegretari Gemmato e Morelli (Cipess) durante la conferenza stampa
Il Cipess-Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile ha approvato il riparto tra Regioni e Province autonome delle risorse destinate al Fondo sanitario nazionale per l'anno 2025, per un totale pari a 136,5 miliardi di euro. A illustrare i dati in conferenza stampa, al termine della riunione svoltasi a Palazzo Chigi, il sottosegretario di Stato con delega al Cipess Alessandro Morelli e il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. «Abbiamo approvato la delibera che riguarda le risorse dedicate al Servizio sanitario nazionale e sono state approvate numerose altre delibere che riguardano tutta la vita del Paese, sia sul fronte territoriale, con l'aiuto e sostegno ai comuni "nucleari", sia su quello della ricerca, nonché il sostegno e l'aiuto alle farmacie di prossimità e gli investimenti che vanno direttamente alle Regioni sui fronti dei trasporti, della cultura e dei servizi». Così Morelli in apertura della conferenza stampa seguita alla riunione.
«Si interrompono gli anni di definanziamento del Ssn e l'epoca di austerità dei governi che ci hanno preceduto - ha spiegato Gemmato -. Il 2025 conferma il significativo aumento delle risorse per il Ssn avviato dal governo Meloni. Lo scorso anno avevamo parlato dell'incremento più alto di sempre, ma in effetti con la legge di Bilancio 2026 ci siamo ulteriormente superati, perché arriveremo a 143 miliardi di euro». Per Gemmato «è la conferma della volontà politica di consolidare e rilanciare la sanità pubblica come pilastro di coesione sociale e di tutela del diritto alla salute ed è anche la dimostrazione che un governo stabile e di mandato può programmare risorse e interventi con una visione di lungo periodo».
Per il terzo anno consecutivo vengono applicati i nuovi criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale, approvati a dicembre 2022 in seguito all'intesa con le Regioni, che ne chiedevano la revisione dal 2015. «I criteri aggiornati - ha sottolineato Gemmato - prevedono una redistribuzione delle risorse sulla base del tasso di mortalità sotto i 75 anni e del cosiddetto coefficiente di deprivazione, che considera l'incidenza della povertà relativa individuale, i livelli di bassa scolarizzazione e il tasso di disoccupazione. Nel 2025 questi parametri determinano un aumento complessivo di risorse verso il Mezzogiorno di circa 229 milioni per un totale di 680 milioni nel triennio 2023-2025».
Intanto nuovo personale medico e sanitario arriverà nei prossimi mesi per fare anche fronte alle esigenze di impiego nelle Case e negli ospedali di comunità. «Nel 2026 verranno infatti assunti, come previsto con la legge di Bilancio di quest’anno, 6mila infermieri e 1.000 medici», ha concluso Gemmato. Anche se il termine ultimo per l'avvio delle Case di comunità «è fissato a giugno 2026, quindi le Regioni hanno ancora margine: abbiamo cioè messo le Regioni nelle condizioni di attivare le Case di comunità, anche se c'è purtroppo un gap tra i territori con il Sud che è ancora indietro». Il governo è comunque «disponibile a una semplificazione burocratica per superare i ritardi, ma le scadenze economiche sono state tutte rispettate dall’esecutivo».

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