C'è una proposta di legge per sostenere oratori e associazioni
La manovra, su proposta della ministra Roccella, stanzia 60 milioni per le «attività socio-educative» dei minori. Questa proposta, che ha come prima firmataria Elena Bonetti (Azione), fornirebbe continuità di «risorse adeguate» ma è ferma in commissione malgrado l’unanime consenso politico

Nella carenza di iniziative legislative ad opera del legislatore, e cioè il Parlamento, c’è un’interessante proposta di legge riguardante le “attività educative e ricreative non formali”, che punta a sostenere e incentivare le iniziative delle associazioni sportive, culturali, che coinvolgono fra l’altro gli oratori, il mondo scout e più in generale il Terzo settore. Un’iniziativa che valorizza il ruolo delle formazioni sociali (articolo 2 della Costituzione) nel campo cruciale dell’educazione nel tempo libero, accanto alla famiglia, il cui compito insostituibile ha sempre più bisogno di sostegno e aiuto, soprattutto in contesti difficili, in cui la “strada” diventa una “scuola” dai rischi incontrollabili, specie in estate, per adolescenti in formazione. La proposta, formalizzata alla Camera nell’ormai lontano luglio 2023 reca come prima firma quella di Elena Bonetti, di Azione, ma ha come punto di forza la presenza di tutti i partiti. Oltre a quelli di opposizione, ci sono – fra le altre, per la maggioranza – le firme di Roberto Pella, Giuseppe Castiglione, Isabella De Monte e Paolo Emilio Russo di Forza Italia; di Rebecca Frassini della Lega; di Ilaria Cavo di Noi moderati e Giovanni Luca Cannata di FdI.
L’obiettivo è quello di «dare risposte adeguate alla sfida educativa che ci sollecita in modo urgente» e che «richiede una strategia strutturale e una visione integrata per mettere in campo azioni concrete in grado di garantire, in maniera uniforme nel territorio nazionale, equità ed empowerment delle nuove generazioni». C’entra quindi l’articolo 2 della Costituzione (sul ruolo delle formazioni sociali nella formazione della persona), ma anche l’articolo 3 che chiede, in materia di uguaglianza, un impegno nel «rimuovere gli ostacoli». Ed è innegabile come la fruizione dello sport e delle attività del tempo libero da parte delle famiglie sotto o leggermente al di sopra della soglia di povertà è reso praticamente impossibile per via dei costi che comporta. Un cammino lungo, per questa proposta, la cui urgenza si è manifestata ai tempi del Covid, e sappiamo bene quanto sia stata vissuta come un’importante conquista, per le famiglie, la possibilità per i propri figli di avere di nuovo accesso alle attività socio-sportive, che rese di fatto le associazioni del Terzo settore impegnate in questo campo dei veri e propri interlocutori istituzionali. «Questa legge – spiega la prima firmataria, l’ex ministra della Famiglia Elena Bonetti - nasce proprio dall’esperienza della pandemia, quando abbiamo introdotto per la prima volta il sostegno ai centri estivi e alle attività educative non formali, così importanti per l’educazione dei giovani. Quell’esperienza – ricorda - ha evidenziato come fosse importante dotarci di un quadro normativo adeguato per tutte le realtà coinvolte. È per questo che è importante la convergenza unanime trovata in Parlamento: segno di una sensibilità condivisa verso l’educazione nella sua interezza».
Fra le misure previste da questa proposta (che destina risorse agli enti locali, ma anche al Terzo settore), con l’obiettivo di rendere questo complesso mondo interlocutore stabile delle istituzioni, in primo luogo i Comuni, c’è la creazione di un Osservatorio nazionale delle attività di educazione non formale, con l’obiettivo di individuare e rimuovere criticità, in stretto contatto con le famiglie e la scuole intestatarie in prima istanza del compito educativo dei giovani. Nella fase delicata del Covid sono stati stanziati 450 milioni in tre anni, di cui 328 destinati ai Comuni, specificamente per i centri estivi. Con l’ultima legge di Bilancio il Governo, su iniziativa della ministra Eugenia Roccella, finanziando all’articolo 52 un “Fondo per le attività socioeducative a favore dei minori” ha dato un primo segnale in questa direzione, stanziando 60 milioni per le iniziative dei centri estivi. Si tratta ora di dare un inquadramento strutturale e stabile a questi interventi, e questa proposta di legge così largamente condivisa ne offre l’opportunità. Ma , nonostante il vasto consenso di partenza la proposta attende ancora il via libera dalle Commissioni Affari sociali e Cultura della Camera, era infatti previsto il suo approdo in Aula per lunedì prossimo ma c’è stato un rinvio. «Questa proposta di legge, conclude Bonetti, «accende una luce sull’educazione non formale riconoscendo a pieno titolo, anche con un sostegno stabile, il contributo di associazioni, oratori e Terzo settore, che al fianco della scuola e delle istituzioni compongono la rete educativa del Paese».
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