martedì 28 febbraio 2017
Il Pontefice visiterà la diocesi emiliana la quinta domenica di Quaresima. Il vescovo: «Un dono grandissimo, non ci volevo credere». Il 25 marzo la riapertura della cattedrale
La facciata della cattedrale di Carpi messa in sicurezza, in una foto dell'agosto 2012. Verrà riaperta il 25 marzo con Messa solenne alle 10.30 (Ufficio stampa diocesi)

La facciata della cattedrale di Carpi messa in sicurezza, in una foto dell'agosto 2012. Verrà riaperta il 25 marzo con Messa solenne alle 10.30 (Ufficio stampa diocesi)

Il 2 aprile, quinta domenica di Quaresima, Papa Francesco compirà una visita pastorale a Carpi, la diocesi maggiormente colpita dal terremoto che ha sconvolto l’Emilia-Romagna nel 2012. L’annuncio a sorpresa è stato dalla Sala Stampa della Santa Sede e dalla diocesi dopo una visita nella cittadina emiliana di monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Casa Pontificia, l’ufficio vaticano che organizza i viaggi papali in Italia.

“Quando il Papa Francesco una decina di giorni fa mi ha confidato la sua intenzione di venire a Carpi ¬ non volevo credere alle mie orecchie. Dopo l’indimenticata visita di Benedetto XVI del giugno 2012 è un ulteriore dono grandissimo che il Signore ha voluto riservare alla nostra diocesi”. Sono queste le prime parole rilasciate "a caldo" ad Avvenire dal vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina.

Quella di visitare Carpi appare come una scelta personalissima del Pontefice. Come segno di vicinanza verso un territorio che non è di per sé una periferia – né geografica, né esistenziale – ma che ha subito dal terremoto un duro colpo dal quale comunque è riuscito a risollevarsi con una fede ed una tenacia che può essere di esempio anche per le altre realtà che hanno subito la stessa tragedia. E anche come gesto di stima e riconoscenza nei confronti del pastore della diocesi anche per come ha saputo accompagnare il cammino di tutte le realtà ecclesiali e anche quello delle istituzioni civili nel processo di rinascita di questi cinque anni.

Monsignor Cavina, 62 anni, è stato nominato vescovo di Carpi da Benedetto XVI dopo aver lavorato in Segreteria di Stato. Nel maggio 2012, pochi mesi dopo il suo ingresso in diocesi, Carpi è stato colpito da un sisma che ha provocato una trentina di vittime ed enormi devastazioni anche tra gli edifici sacri. Compresa la cattedrale intitolata a Santa Maria Assunta.

Il programma, ancora da definire nei dettagli, prevede la celebrazione della messa nella centrale Piazza dei Martiri e l’Angelus guidato dal Papa dalla Loggia della Cattedrale. Non mancherà ovviamente una visita ad un luogo particolarmente significativo del terremoto del 2012.

Il Papa arriverà a Carpi una settimana dopo che la cattedrale verrà solennemente riaperta al culto con una celebrazione liturgica presieduta dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato del Papa. La cerimonia – programmata da tempo - è infatti fissata per il sabato 25 marzo alle ore 10 e 30. A questo evento hanno assicurato la loro presenza, tra gli altri, i cardinali Angelo Bagnasco (arcivescovo di Genova, presidente della Conferenza episcopale italiana e del Consiglio delle Conferenze dei vescovi d’Europa – Ccee), Giuseppe Betori (arcivescovo di Firenze) e Carlo Caffarra (arcivescovo emerito di Bologna).

L’inattesa visita del Papa a Carpi si inserisce tra quelle già in agenda a Milano del 25 marzo e a Genova il 27 maggio.

Benedetto XVI visitò le zone terremotate dell'Emila-Romagna nella mattinata del 26 giugno 2012 e nell'occasione tenne un discorso nel'Area impianti sportivi di San Marino di Carpi.

In un comunicato stampa diffuso dalla diocesi il vescovo Cavina ringrazia “profondamente Sua Santità Francesco che viene ad incontrare una Chiesa che sta facendo un cammino significativo di fede e che vive un momento di speranza dopo le conseguenze del sisma del 2012".

"Questa Chiesa particolare di Carpi - continua il presule - saprà prepararsi con impegno ed entusiasmo per accogliere il successore di Pietro, dopo che sabato 25 marzo 2017 avverrà la solenne riapertura della Chiesa Cattedrale di Carpi, come da programma definito".

Per monsignor Cavina "tutta la comunità cristiana e civile, in ogni sua espressione, dopo essersi stretta con impegno e dedizione per permettere i solenni festeggiamenti e le iniziative previste per la riapertura della propria Chiesa Cattedrale, si stringerà con calore e affetto attorno alla persona del Santo Padre per ascoltare dalla Sua voce parole di incoraggiamento a proseguire, con fede e speranza, sulla strada che Egli ha tracciato per confermare sempre più in Cristo anche la Chiesa di Carpi”.

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