lunedì 10 febbraio 2020
Francesco ha ricordato che di fronte alle ingiustizie la Chiesa non può chiudersi. Un secondo richiamo è stato su come sanare la piaga della tratta di esseri umani
L'appello del Papa per la Siria. «Intervenga la comunità internazionale»
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Di fronte alla violenza, all'ingiustizia e all'oppressione, la Chiesa non può chiudersi in sé stessa ma deve essere una comunità al servizio degli ultimi. "Continuano a giungere notizie dolorose dal nord-ovest della Siria, in particolare sulle condizioni di tante donne e bambini, della gente costretta a fuggire a causa dell’escalation militare". così, durante i saluti che seguono la preghiera mariana dell'Angelus di domenica, l'"accorato appello" che papa Francesco ha rivolto "alla comunità internazionale e a tutti gli attori coinvolti" affinché si avvalgano - ha affermato - "degli strumenti diplomatici, del dialogo e dei negoziati, nel rispetto del Diritto Umanitario Internazionale, per salvaguardare la vita e le sorti dei civili".

"Preghiamo - è stato l'invito del Papa - per questa amata e martoriata Siria". Quindi una Ave Maria ha riunito tutta la piazza San Pietro e idealmente tutti i fedeli nel mondo.
Dall'inizio del Pontificato sono stati oltre una decina gli appelli all’Angelus e al Regina Coeli e la Siria è stata una costante nei messaggi Urbi et Orbi che il Papa ha pronunciato; lo stesso è accaduto nelle udienze generali del mercoledì quando la violenza legata alla cronaca ha scosso le coscienze.



L’esortazione di domenica di Francesco che descrive il compito del cristiano: resistere al peccato e al degrado morale, disperdere le tenebre facendo risplendere la luce di Cristo. La Chiesa e i cristiani devono saper "vivere la propria fede al di fuori di spazi ristretti" e contribuire ad "eliminare i pregiudizi, le calunnie, e a far entrare la luce della verità nelle situazioni viziate dall'ipocrisia e dalla menzogna".
Il sale e la luce sono le due immagini simboliche, due criteri, due atteggiamenti corretti che Gesù consegna ai discepoli e a quanti intendono seguirlo, per essere veri testimoni e annunciatori del Vangelo, che il Papa ha rilanciato all'Angelus, prima di pronunciare i forti appelli per la Siria e contro la tratta di esseri umani. "Per sanare questa piaga, perché è una vera piaga che sfrutta i più deboli, è necessario l’impegno di tutti: istituzioni, associazioni e agenzie educative. Sul fronte della prevenzione, mi preme segnalare come diverse ricerche attestino che le organizzazioni criminali usano sempre più i moderni mezzi di comunicazione per adescare le vittime con l’inganno. Pertanto, è necessario da una parte educare a un uso sano dei mezzi tecnologici, dall'altra vigilare e richiamare i fornitori di tali servizi telematici alle loro responsabilità".

È sale, ha affermato il Papa, quel discepolo che “nonostante i fallimenti quotidiani” si rialza, ricomincia ogni volta con pazienza, cercando il dialogo e l’incontro. È sale, ancora, chi non desidera consenso e plauso ma, fedele agli insegnamenti di Cristo che non è venuto per essere servito ma per servire, si sforza di essere “una presenza umile e costruttiva”.

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