Il valore grande del 25 Aprile e il Leone di pace dell'Evangelista
martedì 26 aprile 2022

Gentile direttore, scrivo in occasione della Festa della Liberazione che ricorda la vittoria sul nazifascismo nelle grandi città del Centro-Nord d’Italia liberate dai partigiani prima dell’arrivo degli Alleati, tanto più che quest’anno il ricordo e il dibattito sono ancora più forti per via della guerra fra Russia e Ucraina in corso già da due mesi e che alimenta il rischio di una terza guerra mondiale e sarebbe peggio delle precedenti a causa della devastante potenza distruttiva delle attuali armi chimiche e nucleari.

Quest’anno la festa è ancora più sentita perché a ottobre ricorderemo i cento anni dalla “Marcia su Roma”, evento che diede inizio nel 1922 al ventennio di dittatura fascista. Teniamo sempre accesa la memoria per “fare” una storia futura che sia lontana dalla dittatura e da ogni forma di guerra e sia improntata alla democrazia e alla pace. E qui mi sale alle labbra il ritornello del Salmo Biblico 88 della liturgia di lunedì in cui dice: «Canterò in eterno l’amore del Signore... ». Che san Marco evangelista interceda per noi, visto che lunedì è stata anche la sua ricorrenza, in quanto rappresenta la forza visto che nei dipinti viene rappresentato con l’immagine del leone.

Marco Giraldi Prato



Grazie, gentile amico e caro omonimo, per aver collegato nella sua riflessione la Festa della Liberazione e il Santo del 25 aprile, quel san Marco di cui lei e io portiamo il nome. Ho già commentato domenica scorsa, in prima pagina («Una promessa da mantenere»), una data fondamentale nella vicenda della nostra Italia e della democrazia repubblicana e non aggiungo altre parole a quelle e alle sue. Ricordo solo – e non per la prima volta – che il simbolo leonino del Santo evangelista nelle insegne della Serenissima Repubblica diVenezia, era proposto in due maniere: il Leone con la spada sguainata o il Leone con il Vangelo aperto e la scritta «Pax tibi Marce, evangelista meus»; il primo era il vessillo di guerra, il secondo lo stendardo e il simbolo dei tempi di pace. Ecco l’augurio che mi piace sempre fare in ogni 25 aprile: spada riposta, e Libro aperto. (mt)

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