Un giorno di ordinario terrore in Ucraina: 33 morti. E Putin chiama il generale «Armageddon»

L'attacco a due autobus a Kramatorsk, nella parte del Donbass ancora sotto controllo ucraino, è il simbolo della nuova strategia da rullo compressore del presidente russo. La reazione di Zelensky: bloccate la loro economia
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October 8, 2026
Un giorno di ordinario terrore in Ucraina: 33 morti. E Putin chiama il generale «Armageddon»
La carcassa del bus colpito dai russi / Ansa
Trentatré morti. È un autentico massacro (con inoltre diciotto feriti accertati) quello provocato da un attacco russo a due autobus urbani a Kramatorsk, nella parte del Donbass ancora sotto controllo ucraino. Un centro urbano che fa parte della cosiddetta «cintura delle fortezze», le città fortificate che proteggono il resto dell’Ucraina, e che Mosca vuole a tutti i costi. «Per loro (i russi, ndr) – ha dichiarato il governatore della regione Vadym Filashkin – un autobus carico di passeggeri è un obiettivo attraente proprio perché un colpo solo può uccidere quante più persone possibili». «Questo attacco – ha dichiarato per parte sua il presidente ucraino Volodymyr Zelensky – non rimarrà senza risposta. La Russia sta cercando di distruggere ogni forma di vita nel Donbass ed è indispensabile una reazione da parte del mondo. Una risposta ferma: esattamente ciò che i russi meritano per tutte le morti che hanno causato».
L’attacco a Kramatosk in effetti è parte della strategia del presidente russo Vladimir Putin che punta a un sempre più drammatico bagno di sangue insieme a devastanti distruzioni per piegare l’Ucraina. Ieri si registravano oltre alle vittime della città del Dombass anche quattro morti e quattordici feriti nella capitale. Mercoledì l’esercito russo ha distrutto un condominio residenziale a Pryluky, nella regione di Chernihiv, con almeno cinque morti e 26 feriti.
Una strategia da rullo compressore dopo che Kiev ha registrato importanti successi sul fronte orientale oltre a colpire obiettivi sempre più in profondità in Russia. Ieri il governatore di Omsk, una regione russa a 2.500 chilometri dal confine ucraino, ha parlato di attacchi di droni ucraini, Kiev sostiene di aver distrutto una grande raffineria di petrolio. A luglio altri velivoli ucraini avevano distrutto sempre nella stessa regione quella che è considerata la più grande raffineria in Russia. Putin preme, non a caso stando al britannico Telegraph ha incaricato il generale Serghei Surovikin, chiamato «Armageddon» di devastare Kiev. Surovikin è lo stesso che rase al suolo nel 2016 Aleppo, con migliaia di morti tra i civili, per aiutare l’allora dittatore siriano Bashar al Assad a riprendere il controllo della città.
Washington ieri si è mostrata preoccupata. «In questo momento – ha dichiarato il segretario di Stato Marco Rubio – non sembrano esserci prospettive per una soluzione negoziata» e «gli stalli sono molto pericolosi»: infatti «l’escalation in corso potrebbe portare a una campagna di sabotaggio (da parte di Mosca ndr) nei Paesi vicini che sono membri della Nato». Il che «potrebbe trasformare quella che è una guerra tra due Paesi in un conflitto regionale molto più ampio e di gran lunga più pericoloso». Adesso, ha concluso, «questa guerra deve finire con un’intesa negoziata. Quanto prima tanto meglio». Parole cui però ha replicato, non senza una punta di polemica, lo stesso Zelensky. «Non si può, da un lato, negoziare con la Russia su futuri progetti economici – ha dichiarato – mentre, dall’altro, si parla di stallo diplomatico».
Ieri l’agenza Reuters ha diffuso indiscrezioni secondo cui l'inviato di Donald Trump Jared Kushner e altri alti funzionari Usa avrebbero discusso con le controparti russe la possibilità di coinvolgere investitori Usa nei gasdotto Nordstream, guardando alla ripresa dei flussi di gas dalla Russia all’Europa dopo la fine della guerra. Da Mosca, del resto, non giungono segnali positivi. «Abbiamo ripetutamente affermato – ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov – che decisioni e accordi frammentari non ci permetteranno di raggiungere una soluzione globale. La situazione è molto complessa e deve essere globale».
La richiesta di Putin non cambia: l’Ucraina dovrebbe cedere anche la parte di Donbass ancora sotto il suo controllo e accettare una sostanziale riduzione delle sue forze armate. Ovviamente condizioni indigeribili per Kiev. Ieri comunque Zelensky ha fatto sapere che oggi e domani saranno a Washington i suoi negoziatori. La richieste del leader ucraino è chiara: «bloccate la loro (della Russia, ndr) economia, tappate la bocca alla Russia». Il presidente chiede inoltre la possibilità di un pieno controllo dei cieli, utilizzando il sistema satellitare Starlink anche sul territorio russo. «Allora Putin – ha sostenuto – si siederà al tavolo negoziale».
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